Comune. Dopo le accuse ingiuste, la parola ad Albertini

Comune. Dopo le accuse ingiuste, la parola ad Albertini

Rodengo Saiano continua ad essere al centro dei riflettori. Dopo le recenti ed irrevocabili dimissioni del sindaco Giuseppe Andreoli, a pochi mesi dalla conclusione del suo secondo mandato, a causa di contrasti insanabili con altri componenti della maggioranza, si torna a parlare della vicenda di Arturo Albertini, ex assessore ai Servizi Sociali.

Si è trattato di un errore. Uno sbaglio enorme da parte della compagnia telefonica Wind 3 a causare le dimissioni di Albertini.

I fatti risalgono allo scorso ottobre, quando una bolletta a dir poco “stratosferica” arriva nelle casse del Comune: oltre 10mila euro di traffico imputabile, sbrigativamente, allo stesso Albertini, reo di aver utilizzato impropriamente il cellulare comunale in concessione, in un periodo nel quale, negli scorsi mesi estivi, l’assessore si trovava a Tenerife.

In poco tempo, il pagamento di tasca propria da parte dell’Albertini della bolletta riferita interamente alle 11 schede in dotazione al Comune, e le successive dimissioni.

Situazione pesante, che ha portato i cittadini franciacortini a vociferare non poco in merito alla vicenda. Dimissioni accolte rapidamente dall’allora primo cittadino Andreoli e vicenda apparentemente chiusa. Unico colpevole: Arturo Albertini.

Ma come sempre, quando le questioni si chiudono in fretta, trovando un capro espiatorio in men che non si dica, per mettere a tacere questioni spinose senza troppe polemiche, la verità è ben lontana da ciò che appare.

Ed eccoci, infatti, a distanza di mesi, a “riabilitare” l’assessore Albertini, messo alla gogna ingiustamente, quando l’errore era solo da addebitarsi alla compagnia telefonica Wind Tre, che ha ammesso lo sbaglio (si potrebbe aggiungere “meglio tardi che mai”), restituendo, con dovuto interesse, i soldi pagati ingiustamente, a suo tempo, dall’ex assessore.

Ma come è stato possibile un disservizio di tale portata?

In realtà – commenta il protagonista della vicenda – è stato evidente fin da subito come ci fosse stato un grande problema e come si dovesse indagare con Wind Tre il fatto. Le mie perplessità, da subito palesate, non sono state prese minimamente in considerazione da parte del sindaco Andreoli e ciò mi ha veramente amareggiato, a livello umano, soprattutto perché la nostra collaborazione era fruttuosa da quasi nove anni, avendo io fatto parte anche della prima giunta. Sono stato accusato di aver utilizzato per questioni personali il telefono comunale che mi era stato dato in dotazione, quando le mie chiamate si sono rivelate essere, tutte, inerenti a questioni istituzionali. Analizzando il mio piano telefonico, si sarebbero dovuti pagare 188 euro, non oltre cinquanta volte tanto! Inoltre, il sindaco Andreoli, a questione “risolta”, non ha neppure dato notizia alla stampa, fatto che mi porta ancor più a pensare come abbia voluto totalmente lavarsene le mani”.

 

[Continua sul numero di Agosto]

Angela Ducoli