A Gussago sono 40 le persone richiedenti asilo, seguite da tre associazioni diverse tramite i Centri di Accoglienza Straordinaria. Con il coinvolgimento diretto del comune, solo trenta di questi rimarranno nei Cas, mentre 10 di loro entreranno nell’orbita comunale, passando al sistema Sprar, “per affrontare progetti di più lungo termine“, conferma il Sindaco Coccoli.
I richiedenti asilo, che abitano in zona Mandolossa, saranno avvicinati al centro cittadino, “trasformando i provvedimenti di emergenza in progetti di inserimento ordinario“.
“Si intende operare con una modalità di lavoro e di integrazione per smontare un immaginario che non corrisponde alla realtà: i 35 euro al giorno, gli alberti a cinque stelle etc. Questi ragazzi sono qui per integrarsi nella comunità attraverso il lavoro e per trovare una vita migliore“, dichiara Coccoli.
“Lo Sprar“, continua il Sindaco, “è un‘emanazione del Governo e ha, a tutti gli effetti, garanzie maggiori: rispetto al Cas è proprio il Comune a intervenire e decidere direttamente. Questa adesione garantisce anche la clausola di salvaguardia: il tetto massimo di richiedenti asilo per il nostro paese è fissato a 46 persone“.


