Giovanni Malfenti – Una nuova fase si apre per la grande scultura di Stefano Bombardieri, installata a Ronco e ormai riconoscibile per la sua imponenza e per la forza simbolica che esprime. L’artista bresciano, noto per opere capaci di evocare il peso del tempo e delle emozioni, è tornato accanto alla sua balena per completare gli ultimi interventi di restyling cromatico, restituendo alla struttura profondità e luminosità.
La scultura, intitolata Gaia e la balena, era stata realizzata con un’intensa tonalità scura. Una scelta iniziale coerente con il linguaggio dell’autore, ma che nel tempo aveva creato una serie di problemi tecnici: l’esposizione continua al sole e alle intemperie aveva infatti provocato un eccessivo surriscaldamento della superficie, con il rischio di comprometterne gli strati e la tenuta interna. Di qui la necessità di un intervento mirato per preservare l’opera.
Bombardieri ha scelto così di virare verso il bianco, dopo un confronto con figure di riferimento del settore e con colleghi vicini al suo lavoro. La decisione non ha solo una motivazione pratica, legata alla gestione dei materiali, ma anche un significato più profondo. Il bianco diventa un elemento che richiama il mistero dell’esistenza e una pagina aperta sul possibile, un rimando alle storie raccontate dalla balena attraverso immagini, simboli e narrazioni.
Il ritorno dell’artista a Ronco segna un passaggio importante per chi ha seguito negli anni l’evoluzione dell’opera. Bombardieri ha lavorato con precisione su dettagli che richiedevano attenzione, dalle superfici alle parti più esposte, fino agli aspetti tecnici legati alla verniciatura. Il risultato è una struttura che oggi appare rinnovata, con una luce diversa e una vitalità che invita a osservare la figura non solo come oggetto, ma anche come pensiero.
La presenza della balena, collocata in uno spazio visibile e attraversato, continua a rappresentare un simbolo forte: un animale che porta con sé una lunga storia culturale, un viaggio attraverso significati antichi e moderni. La nuova cromia rende più leggibili le forme, creando una relazione più immediata tra l’opera e chi la guarda.
Con questo intervento si chiude un ciclo di cura iniziato nel 2022 e proseguito con costanza, un percorso che conferma l’attenzione dell’artista per la durata delle sue opere e per il dialogo che intende instaurare attraverso esse. La balena di Ronco, oggi, riemerge con un’identità rinnovata, pronta a proseguire il suo cammino immaginario tra interpretazioni, meraviglia e sguardi che si soffermano ancora una volta sulla sua presenza silenziosa e potente.


