Alfio Mosca – Un’esperienza che ha lasciato il segno, quella vissuta dal Coro Calliope durante il primo fine settimana di giugno. A Ravenna, sabato 1 e domenica 2, oltre tremila voci provenienti da ogni angolo d’Italia si sono incontrate per dare vita a una masterclass fuori dal comune. A promuoverla, nell’ambito del Ravenna Festival, è stato il Maestro Riccardo Muti, che ha diretto personalmente le sessioni di prova e di studio nel grande spazio del Pala Mauro De André.
Il coro gussaghese ha risposto con entusiasmo all’invito, immergendosi in due giornate intense dedicate a tre celebri brani verdiani: Va’, pensiero dal Nabucco, Patria oppressa dal Macbeth e Gerusalem da I Lombardi alla prima crociata. Insieme a cantori singoli, cori strutturati e voci bianche, dai bambini di 4 anni agli adulti di 87, i partecipanti hanno formato un grande coro nazionale, lavorando con passione e rigore sotto l’attenta direzione di Muti. Durante le prove, il celebre direttore ha saputo coniugare tecnica, sensibilità e umanità, rendendo il percorso musicale un’esperienza anche profondamente personale. Osservazioni, aneddoti e momenti di leggerezza hanno contribuito a creare un’atmosfera coinvolgente e piena di energia, capace di mettere in comunicazione voci e vissuti molto diversi.
Nel corso del lavoro corale, Muti ha evidenziato con soddisfazione l’attenzione e l’unità di intenti dimostrate dai cantori. Il legame creatosi tra la sua direzione e le voci riunite ha dato vita a un’intesa che ha colpito tutti, sia per la precisione musicale che per la spontaneità dell’insieme.
Il Coro Calliope è rientrato a Gussago arricchito da questa esperienza, che ha rappresentato non solo un’opportunità di crescita artistica, ma anche un’occasione per riscoprire la forza della musica come linguaggio comune. Tra le emozioni più forti portate a casa dai partecipanti, la consapevolezza di aver preso parte a qualcosa di raro e prezioso.
A conclusione dell’incontro, lo stesso Muti ha lasciato intendere la possibilità di una futura nuova edizione, aprendo così la porta a una continuità che potrebbe trasformare questo evento in un appuntamento fisso per la coralità italiana.


