Angelo Moscarda – La lunga battaglia legale dell’ex assessore ai Servizi Sociali di Rodengo Saiano Arturo Albertini si conclude con una sentenza chiara e giusta. Dopo anni di attesa e una vicenda che ha segnato la sua carriera politica, il Tribunale di Brescia ha condannato Wind Tre a risarcire Albertini per il danno d’immagine subito e a rimborsare le spese legali sostenute, per un totale di 30.000 euro a titolo di risarcimento danni, 8.000 euro di compensi professionali e 786 euro di altri rimborsi legali.
La decisione è stata pronunciata dal giudice Gianni Sabbadini della Prima Sezione Civile con una sentenza del 15 gennaio 2025, chiudendo definitivamente una vicenda iniziata nel 2017 e che ha avuto un impatto significativo sull’Amministrazione comunale di Rodengo Saiano e sulla reputazione di Albertini, storico direttore di banca e assessore ai Servizi Sociali.
La questione ha avuto origine nell’ottobre 2017, quando una maxi bolletta telefonica da 13.756 euro è stata recapitata al Comune di Rodengo Saiano. Di questa somma, ben 10.600 euro erano attribuiti alle utenze di Albertini per il presunto utilizzo del cellulare istituzionale tra luglio e agosto, con particolare riferimento a un soggiorno di quattro giorni a Tenerife. Successivamente si è accertato che il consumo era stato generato da un errore della compagnia telefonica e che, applicando la tariffa del suo piano, l’importo corretto sarebbe stato di soli 188 euro. Tuttavia, all’epoca dei fatti, Albertini fu costretto a dimettersi e a pagare personalmente l’intero importo della bolletta.
Il rimborso da parte di Wind Tre arrivò quasi un anno dopo, nel 2018, con l’ammissione dell’errore. A quel punto, Albertini decise di intentare causa alla compagnia telefonica per il danno d’immagine subito, aggravato dalle polemiche che avevano investito la sua figura politica. La vicenda assunse anche risvolti giudiziari più ampi, con una segnalazione del Comune alla Corte dei Conti e una querela nei confronti di Albertini per presunto peculato, accuse poi rivelatesi infondate.
Ora, la sentenza del Tribunale di Brescia riconosce le responsabilità di Wind Tre e stabilisce il risarcimento dovuto all’ex assessore, che vede finalmente riconosciuta la propria posizione dopo sette anni di attesa. La sentenza non cancella gli anni di difficoltà vissuti dall’ex assessore, ma rappresenta un riscatto personale e un segnale importante per chiunque possa trovarsi in situazioni simili.


