Elena Muti – La trasformazione di un’area abbandonata e inquinata in un rigoglioso polmone verde: una storia di riscatto ambientale che trova il suo epicentro a Paderno Franciacorta. Qui, dove fino a poco tempo fa si estendeva una discarica, ora sorge il “Bosco futuro”, grazie all’instancabile impegno dell’associazione 5R Zero Sprechi.
Quattro anni fa, sotto la presidenza di Samuele Alghisi, la Provincia ha ceduto 5mila metri quadrati di terreno vicino alla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo. Dopo la fine dell’emergenza Covid, una squadra di volontari, con il supporto di Piantumazione Selvaggia, ha intrapreso l’arduo compito di bonificare l’area, rimuovendo 42 tonnellate di rifiuti. Tra i detriti vi erano residui di materiali edili, copertoni, plastiche e persino amianto. Non solo, i volontari hanno raccolto e riciclato 800 cartucce per creare un imponente pannello con la scritta “No war”, un simbolo di pace che adorna il sito. Fino ad ora sono stati piantati 160 alberi, frutto della generosità di molti sostenitori, ma anche della società di bonifica BioSearch che ha verificato l’assenza di inquinanti nel suolo.
L’oasi non è solo un luogo di crescita per le piante ma anche un habitat per la fauna locale. Senza panchine o tavoli, l’intento è chiaro: non si tratta di un parco, ma di un vero e proprio bosco. Gli insetti impollinatori trovano rifugio qui, e non è raro vedere conigli selvatici o qualche altro animale aggirarsi tra i cespugli.
Il “Bosco futuro” non è solo una testimonianza di ciò che può essere fatto per combattere la degradazione ambientale, ma anche un regalo alla comunità che respira migliore grazie a questa piccola oasi naturalizzata, un esempio virtuoso di come l’impegno collettivo possa fare la differenza nel preservare e migliorare il nostro ambiente.


