Crisi ambientale alla Vallosa di Passirano: nuove preoccupazioni per agenti inquinanti

Crisi ambientale alla Vallosa di Passirano: nuove preoccupazioni per agenti inquinanti

Davide Manfredotti – L’ex discarica Vallosa, già nel mirino per precedenti inquinamenti da nichel e Pcb, secondo recenti studi condotti dall’ARPA, mostra adesso livelli allarmanti di boro. Gli ultimi risultati, che includono un esubero di boro ben venti volte superiore ai limiti legali, pongono ulteriori sfide alla bonifica dell’area.

La situazione a Passirano rimane grave nonostante l’implementazione di misure di sicurezza, come il capping, una tecnica multi-strato finalizzata a impermeabilizzare il terreno e a prevenire le infiltrazioni d’acqua. Tuttavia, questo non è stato sufficiente a fermare la contaminazione. Analisi dettagliate hanno rivelato che anche altre sostanze nocive, quali Pcb e nichel, continuano a superare i livelli consentiti, segnalando una persistenza di rischio ambientale non trascurabile.

La discarica comprende una vasta area di oltre 31.000 metri quadrati, dove sono sepolti circa 440.000 metri cubi di rifiuti, alcuni dei quali raggiungono i 13 metri di profondità. Questo volume enorme ha portato a una contaminazione che estende fino a 17 metri sotto terra, esacerbando i rischi per la falda acquifera della regione, che ha già visto un abbassamento medio di 0.64 metri dal novembre del 2023.

Il circolo Legambiente Franciacorta ha da tempo espresso preoccupazioni crescenti per la condizione dell’area, stimando che la bonifica potrebbe costare fino a 70 milioni di euro. La mobilitazione locale e l’attenzione delle autorità non sono più solo una richiesta delle organizzazioni ambientaliste, ma anche delle comunità e consorzi locali, che riconoscono i seri rischi ambientali e sanitari che la Vallosa rappresenta. La lotta per la bonifica continua, con la speranza di vedere presto un impegno concreto e adeguato per ripristinare la sicurezza ambientale della zona.