Il 2023 si è rivelato come un anno di sfide e opportunità per il Consorzio di tutela del Franciacorta DOCG. Radunando oltre duecento tra imbottigliatori, viticoltori ed enologhi, l’associazione ha annunciato una chiusura di anno con 19 milioni e mezzo di bottiglie vendute, ma con un notevole aumento dei prezzi medi del 6,4%.
Il mercato del Franciacorta DOCG sta vivendo un cambiamento nella sua geografia, diventando sempre più internazionale. Sebbene il mercato italiano rappresenti ancora l’87,9% delle vendite, si è verificato un calo del 4,1% rispetto al 2022. D’altro canto, le esportazioni stanno crescendo con un aumento complessivo del 12,1%.
La Svizzera si conferma al primo posto tra i principali mercati esteri, seguita da Giappone, Germania, Stati Uniti e Belgio. Rispetto al periodo pre-COVID, la nazione elvetica ha visto un aumento del 41,3%, il Belgio del 23,3% e gli Stati Uniti del 17,4%. Il presidente Brescianini ha commentato al Giornale di Brescia l’impegno del Consorzio nell’espandere la presenza del Franciacorta nel mondo, sottolineando l’importanza di promuovere il vino insieme a elementi come cucina, design e creatività, che rappresentano l’ABC del Made in Italy. Gli investimenti effettuati hanno portato i loro frutti e il 2023 si è rivelato un anno particolarmente importante per l’ingresso in nuovi mercati di primo livello.
In generale, poi, il valore medio delle bottiglie in vendita è salito da 22,9 euro nel 2022 a 24,4 euro nel 2023, un segnale di positività per il settore nonostante la ridotta disponibilità di prodotto in cantina. La scarsa resa delle vendemmie 2019 e 2020, legata a un clima sempre meno “normale”, ha comportato una flessione a livello di volumi pari al -3,4%. Tuttavia, in termini di valore, si registra un notevole aumento del +2,8% rispetto al 2022 e addirittura del +26,5% rispetto al 2019.


