Emergenza Ambientale a Passirano: La Discarica Vallosa Sotto Accusa

Emergenza Ambientale a Passirano: La Discarica Vallosa Sotto Accusa

Alfio Mosca – La discarica Vallosa di Passirano, situata nel cuore della provincia di Brescia, è diventata oggetto di crescente preoccupazione tra gli ambientalisti e rimane un serio problema ambientale ancora irrisolto. Questo sito, in passato una cava sfruttata dall’industria chimica Caffaro, è oggi classificato come uno dei luoghi più contaminati nella provincia, con livelli allarmanti di Pcb, metano e altri contaminanti. La sua prossimità al casello autostradale di Ospitaletto e la sua inclusione nel Sistema Integrato Nazionale (Sin) Brescia Caffaro ne fanno una minaccia all’ambiente e alla salute pubblica.

Nonostante le promesse di bonifica fatte nel corso degli anni, la discarica Vallosa è rimasta in uno stato di “stand by”. L’intervento di copertura (capping) effettuato sui rifiuti pericolosi è stato oggetto di critiche da diverse parti, tra cui l’associazione ambientalista Legambiente Franciacorta. Quest’ultima sostiene che il capping potrebbe non essere sufficiente per eliminare il potenziale inquinamento del sito, che ha già contaminato le falde acquifere.

Nel 2022, sono stati rilevati valori di metalli pesanti e Pcb ben al di sopra dei limiti di legge, con addirittura il doppio dei valori consentiti. Questa situazione ha finalmente catturato l’attenzione delle autorità regionali, guidate dall’assessore bresciano Giorgio Maione. Queste hanno deciso di avviare nuovi rilievi tramite l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) a partire dal prossimo mese di novembre. L’obiettivo principale di tali rilievi è quello di valutare se la copertura posta sui rifiuti, i cui lavori sono stati completati alla fine del 2022, stia davvero funzionando.

Mentre le associazioni ambientaliste, in particolare Legambiente, continuano a sostenere che il capping non sia una soluzione efficace, la questione della movimentazione e dello smaltimento del terreno contaminato rappresenta ancora una sfida complessa. In caso i rilievi di Arpa confermassero l’inefficacia del capping, potrebbe essere considerata l’alternativa di un “sarcofago” al fine di isolare completamente il sito contaminato. Questo intervento comporterebbe un costo stimato tra i 14 e i 19 milioni di euro, oltre a ulteriori 57 milioni per l’impermeabilizzazione.

Una seconda opzione, fortemente auspicata da Legambiente, è la bonifica definitiva della discarica Vallosa. Tuttavia, rimane una questione irrisolta legata ai terreni privati contaminati, per i quali l’attuale legislazione non consente a regione e Comuni di intervenire per risarcire i danni. Per affrontare questo ostacolo, sarebbe necessario un intervento specifico del Ministero dell’Ambiente.

La discarica Vallosa di Passirano rappresenta una sfida ambientale che richiede una risposta decisiva e l’impegno costante delle autorità competenti. La situazione è in costante evoluzione, e la comunità locale e le associazioni ambientaliste rimangono in allerta riguardo agli ultimi sviluppi e alle future azioni necessarie.