Davide Manfredotti – Al Centro tennis Franciacorta di Rodengo Saiano, grazie all’Unione Ciechi Brescia ed a Real Eyes Sport di Varese, è arrivato il Blind Tennis. Questo particolare sport è una variante per non vedenti del tennis per normodotati. Ha alcune differenze dallo sport tradizionale come la pallina stessa che, oltre ad avere un sonaglio, è più grande rispetto a quella tradizionale: nove centimetri di diametro anziché cinque. Come spiega il comitato paralimpico attraverso il proprio sito ufficiale:
la palla sonora funziona attraverso il principio dell’ecolocalizzazione, anche detto biosonar, lo stesso che permette a mammiferi quali i delfini o i pipistrelli di muoversi.
Il campo, per poter far funzionare il gioco, è più piccolo ed è delimitato da righe in rilievo in corda, per permettere al giocatore di sentire dove ci si trova. Anche la rete è più bassa e misura ottanta centimetri. Altra differenza sostanziale riguarda il fatto che ai giocatori non vedenti totali è permesso far rimbalzare la pallina fino a tre volte, mentre agli ipovedenti una o due, a seconda del grado di disabilità. Un ulteriore aspetto è legato al ruolo che devono tenere gli spettatori che assistono agli incontri, ai quali è richiesto di mantenere il silenzio più assoluto, questo per permettere ai giocatori di sentire il suono della pallina.
Una nuovissima struttura inclusiva, dunque, arrivata in Franciacorta che permetterà anche alle persone non vedenti o ipovedenti di divertirsi in compagnia e praticare sano sport. Il blind tennis nasce a metà degli anni Ottanta, precisamente nel 1984. Nel 2014 nasce l’International Blind Tennis Association (IBTA), al fine di regolare e diffondere questa disciplina. A oggi è praticato in circa trenta Paesi. Nel 2020, a Tokyo, ha fatto il suo esordio ai Giochi Paralimpici, ma solo come sport sperimentale.


