Maria Luisa Lazzari – I più antichi sono a pianta circolare, come quello di Caorle, ma tradizionalmente hanno pianta quadrata, come le torri di guardia nelle mura romane.
I più semplici sono quelli a vela, nel rispetto della regola francescana: una modesta struttura muraria sul tetto della chiesa a contenere una sola campana.
Nelle maestose cattedrali gotiche sono due, altissimi e generalmente diversi, ai lati della facciata. Ma possono anche essere distaccati e collocati dietro o di lato alla chiesa.
Il campanile più famoso del mondo è, inutile dirlo, la Torre pendente di Pisa.
Per i campanili si osserva una grande molteplicità di forme, mentre la loro funzione si riduce sostanzialmente a quella di “punto di riferimento”.
Sono utilissimi per orientarsi, quando sorgono al centro di un borgo storico.
Con il suono delle campane scandivano il trascorrere delle giornate dall’Angelus al Vespero, quando la vita quotidiana era regolata anche sui tempi della preghiera.
Nei momenti di festa lo scampanio accompagnava cortei e processioni, nei momenti bui avvisava dei pericoli in genere: incendi, tempeste, nemici in arrivo.
Con lo scoccare delle ore segnano ancora oggi il passare del tempo.
A Iseo la Pieve di S. Andrea ha un gran bel campanile, alto una quarantina di metri, eretto nel XII secolo e ulteriormente alzato nel XIV secolo.
Quando agli inizi dell’Ottocento la chiesa fu oggetto di interventi in chiave neoclassica da parte dell’architetto Rodolfo Vantini, il campanile rischiò di essere profondamente modificato se non addirittura di scomparire. Fu una fortuna che venissero a mancare i fondi e il campanile restò in tutta la sua magnifica imponenza.
Nel panorama dei campanili bresciani è una rarità per la sua collocazione: infatti si trova in facciata e l’accesso alla chiesa avviene attraverso il portale che si trova alla sua base.
Per questa singolare tipologia gli storici dell’arte richiamano modelli di architettura borgognona o cluniacense o tedesca, presenti in buon numero in Francia e in Germania e, per rendere la cosa più intrigante, usano una terminologia tanto altisonante quanto oscura: westwerk o westbau, avant-nef o clocher-porche.
Ma uno studio recente ha indicato il duomo vecchio di Brescia come il più vicino diretto e probabile ispiratore del campanile di S. Andrea.
Di solito l’interno di un campanile è occupato da una serie di assiti orizzontali, corrispondenti ai vari piani e collegati da rampe di scale quasi verticali, che permettono di salire fino alla cella campanaria. Nel campanile di S. Andrea al secondo livello c’è una cella, suggestiva quanto misteriosa, risalente al XII secolo.
Vi lascio la curiosità di sapere com’è e a che cosa serviva. Raramente è possibile visitarla ma sarà aperta alla fine di marzo in occasione delle Giornate FAI di Primavera organizzate dal Gruppo FAI di Sebino Franciacorta.
Lo scampanio delle campane, legate la sera del giovedì santo e mute fino alla domenica di Pasqua, sia per tutti annuncio di vita e augurio di pace.


