Bloccato traffico illecito di batterie esauste: coinvolta un’azienda gussaghese

Bloccato traffico illecito di batterie esauste: coinvolta un’azienda gussaghese

Angelo Moscarda – Dal 2020 i carabinieri forestali di Vobarno e Marcheno stavano indagando su una serie di traffici illeciti che avrebbe coinvolto anche un’azienda di Gussago. Stando alle attuali ricostruzioni parrebbe che un’attività illegale di traffico di batterie per autotrazione esauste fosse attiva fin dal 2017. Naturalmente tra i capi d’accusa la mancanza della documentazione che attestava l’origine dei rifiuti e le informazioni di tracciabilità necessarie per lo smaltimento di materiale pericoloso.

L’azione sarebbe partita da alcuni nomadi di etnia Sinti che, sfruttando le proprie ditte di autotrasporto e commercio di veicoli recuperavano le batterie esauste, soprattutto in campi nomadi del nord Italia. Il materiale veniva passato a due aziende: una a Collebeato e l’altra a Gussago che potevano passare quanto racimolato alle grandi realtà specializzate nel trattamento industriale del piombo, utilizzando anche false documentazioni sull’origine dei rifiuti.

Tutto questo aggirando le norme di tracciabilità dei rifiuti e false dichiarazioni nel Mud che sarebbe il modello unico di dichiarazione ambientale per massimizzare gli introiti.  Negli anni di attività sarebbero state stoccate ben 5.000 tonnellate di piombo. I profitti dell’attività avrebbero fruttato più di 5milioni di euro. 

Diversi gli indagati per le diverse operazioni. Ciò che preoccupa di più non è l’infrazione economica ma la salvaguardia dell’ambiente: le regole sono fatte per essere rispettate e per garantire la sicurezza di tutti.