Angelo Moscarda – Tra i componenti essenziali di cellulari e altri gadget elettronici ci sono metalli rari come il tungsteno, lo stagno e il tantalio, i cui principali siti estrattivi si trovano nel bacino del Congo, un’area ricchissima dal punto di vista naturalistico. L’estrazione di questi elementi è devastante sia per l’ambiente naturale – a causa della deforestazione e dell’inquinamento – sia per la popolazione locale, sfruttata come manodopera schiavile dai “signori della guerra” che controllano le miniere.
Proprio per questo Jane Goodall Institute e 5R Zero, in collaborazione con l’UNICEF hanno dato vita al progetto Terre Rare. Un modo per evitare ai minori del Congo i duri lavori in miniera alla ricerca di nuovi materiali da estrarre per continuare a supportare le nuove tecnologie. Con lo stesso intento verrà finanziata anche una campagna di tutela per una rara specie di scimpanzé in Tanzania.
L’amministrazione di Rodengo Saiano ha accolto a braccia aperte l’iniziativa, installando della biblioteca un punto di raccolta per i vecchi dispositivi. Uno sguardo dritto al futuro del pianeta e al presente dei problemi sociali nel mondo. Quanti conservano ancora vecchissimi apparecchi, oramai obsoleti, e no sanno come e dove disfarsene? Ecco trovata una soluzione che porterà benefici a tutti. Come illustrato dal Jane Goodall Institute sul proprio sito ufficiale:
Il piccolo e semplice gesto di riciclare un telefono cellulare usato sottintende al grande gesto di tutela e conservazione di alcuni habitat critici nel bacino del fiume Congo e di altri importanti habitat del pianeta: partecipa alla Campagna per il riciclo dei cellulari, promossa in tutto il mondo per costruire un futuro migliore per gli animali, l’uomo e l’ambiente!
Sono già più di 200 in tutta Italia i punti di raccolta per gli apparecchi. Un’iniziativa che non si ferma solo ai privati. Anche le aziende possono dare il proprio contributo con i cellulari aziendali dimessi. Per ulteriori info visitare il sito di Jane Godall.


