Il testamento di Giovanni Boschi: una vita per il prossimo in compagnia della buona musica

Il testamento di Giovanni Boschi: una vita per il prossimo in compagnia della buona musica

Franco Coccoli – Lo scorso marzo ci ha lasciati Giovanni Boschi, figura di riferimento per tutto il territorio di Rodengo Saiano. Per molti anni è stato attivo nella gestione di attività sportive, servizi di volontariato e in ambito musicale. La sua bottega di calzolaio era punto di incontro con i suoi amici e collaboratori, dove si discuteva delle iniziative che avrebbero avuto luogo nel Comune.

Nato a Brescia il 13 luglio 1931, all’età di 6 anni si trasferì ad Ospitaletto con la famiglia. Il papà faceva l’ambulante, vendeva stoffe e si muoveva utilizzando la bicicletta. Quando aveva solo 10 anni Giovanni si ammalò gravemente, assieme al padre. Mentre i due malati condividevano lo stesso letto, il padre venne a mancare. Da questo momento la madre e la sorella maggiore continuarono l’attività paterna mentre Giovanni finiva le scuole e imparava il mestiere di calzolaio.

Nel frattempo si recava anche a Saiano dalla maestra Anita Rainieri per imparare a suonare il violino. La passione per la musica sarà determinante per tutta la sua vita. Nonostante la formazione da violinista si destreggerà anche nell’accompagnamento con la batteria nelle balere e nel mandolino.

La carriera lavorativa iniziò facendo l’ambulante, il mestiere di famiglia. Riuscì poi a rilevare un negozio a Saiano dove poté avviare l’attività di calzolaio. Piccola curiosità: la prima sede del negozio di Giovanni era in Via Castello 17, negli spazi che oggi ospitano la redazione del nostro giornale: Il Punto! Per spostarsi con agilità aveva acquistato una vespa che, dopo il film Vacanze Romane del 1953, era icona della cultura italiana.

Nel 1957 si sposa con Rosa Franchi. Ottavia, Gabriele e Alberto, i figli nati nel corso degli anni, hanno ereditato la passione per la musica. Ottavia suona il violino, come il padre; Gabriele è membro della banda di Rodengo Saiano e suona il flicornino; mentre Alberto è maestro di Flauto ed Ottavino e si esibisce al teatro Carlo Felice di Genova.

Nel periodo successivo al matrimonio Giovanni lascia da parte la musica e inizia una lunga carriera come presidente di attività sportive: impegnerà gran parte del suo tempo, ma porterà innumerevoli soddisfazioni. Iniziò collaborando con il sacerdote del paese, don Franco Rivadossi, per il CSI Saiano. Accompagnato da molti amici assunse la presidenza della squadra con profondo impegno ed entusiasmo.

Pochi anni dopo decise di fondare anche il Calcio Femminile Rodengo Saiano, un’iniziativa importante che, ai tempi, sembrava un’utopia. La prima squadra di calcio a 6 vinse un torneo regionale nel 1975. Successivamente, viste le tantissime richieste di adesione raccolte da tutte le ragazze della provincia, fondò la squadra a 11. Il percorso di crescita della società femminile ha raggiunto il suo culmine con la promozione in Serie A. Giovanni, poi, fu costretto a ritirare il proprio impegno perché la partecipazione alla massima Serie comportava trasferte troppo impegnative.

In questo momento di calma, dopo tanti anni di presidenza, riprese le attività con il violino. Nel 1983 fondò l’Associazione Calcio Rodengo Saiano. Ancora nelle vesti di presidente, circondato da tanti amici e collaboratori, si impegnava per i ragazzi del territorio. Dopo questa esperienza prese le redini della società femminile di minivolley, poi anche di quella maschile che nel 1998/1999 raggiunse la promozione in serie C.

L’impegno, comunque, non lo distolse dalle sue passioni e dalle attività a servizio della Comunità. È stato per 15 anni volontario della Croce Bianca, venendo premiato con la medaglia d’oro. Ha coltivato una lunga passione per la pesca. Suonava il violino in chiesa per i matrimoni: in molti ricorderanno l’emozione che le sue note regalavano quando accompagnava l’Ave Maria cantata dalla moglie Rosa.  Nel 2008 è stato premiato per i 50 anni di attività. Gli spazi del suo negozio, oggi, ospitano l’attività della nipote fiorista, Chiara Lorenzini, che ha lasciato al negozio il nome del nonno: Boschi.

La passione per la musica presente in tutta la famiglia è stata dimostrata anche durante la celebrazione del funerale di Giovanni. I nipoti, su richiesta del nonno, hanno animato la celebrazione, dimostrando in quel momento di sofferenza la sublime ricchezza delle emozioni musicali.