Alfio Mosca – Il dibattito attorno al servizio scuolabus di Gussago ha raggiunto i livelli massimi i primi giorni del mese di novembre. L’amministrazione, intendendo favorire la mobilità dolce, aveva soppresso il servizio in favore di altre tipologie di trasporto come il carpooling. Il servizio scuolabus, difatti, era stato giudicato troppo oneroso per le casse comunali ed è stato sospeso dopo l’anno scolastico 2018-2019.
Queste erano state le parole qualche mese fa del primo cittadino di Gussago, Giovanni Coccoli, che ben riassumevano il significato dell’iniziativa:
Il carpooling non è un sistema improvvisato, ma molto articolato che chiede requisiti e offre garanzie a chi aderisce. Gli equipaggi vengono prima verificati e a scuola sono predisposti dei parcheggi appositi che garantiscono completa sicurezza. I genitori si alternano ed è previsto un piccolo rimborso, pari ad un massimo di 50 euro l’anno, nel caso i genitori di un bambino che non avessero la possibilità di rendersi disponibili a coprire il servizio. Questa scelta di ridurre le corse è nata dal fatto che spesso i pulmini erano semivuoti, comportando quindi uno spreco di denaro e un danno inutile all’ambiente. Il carpooling collegato a pedibus e bicibus, invece rientra nella buona pratica della sostenibilità ed è già stato sperimentato da altre città e paesi.
Anche durante l’ultimo dibattito l’amministrazione non ha fatto marcia indietro, continuando a credere nella bontà del suo progetto, anche a fronte della richiesta delle opposizioni e di alcune famiglie. Lo scuolabus, dunque, non verrà riattivato a favore nelle nuove forme di mobilità.
La mozione per la reintroduzione dei pullmini è stata presentata in consiglio da Stefano Quarena, esponente del centrodestra, che con il suo gruppo ha raccolto 213 firme a favore del ripristino del sistema scuolabus. L’opposizione infatti ha messo in luce alcune criticità del carpooling, che ha faticato a trovare adesioni utilizzato. Il numero di bambini trasportati sarebbe in continua diminuzione. Benché sia stato evidenziato il fatto che il tentativo di favorire altre forme di mobilità fosse corretto, a fronte del basso riscontro di adesioni sarebbe giusto fare un passo indietro ed andare incontro ai cittadini. Il numero di ragazzi che hanno aderito al carpooling è stato giudicato troppo esiguo e il sistema di bicibus e piedibus funziona solo per coloro che abitano vicino ai plessi e non nei mesi più freddi.
Non è dello stesso avviso la maggioranza che ha dapprima messo in evidenza i costi troppo elevati del sistema scuolabus. Quando era in vigore, infatti, il numero di alunni ad utilizzare i mezzi non giustificava la spesa: costava alle casse comunali 189mila euro di cui solo 55.650 finanziati dalle famiglie. I numeri del nuovo sistema, poi, sono stati giudicati in crescita e ritenuti la soluzione vincente per educare la cittadinanza, partendo dai più piccoli, ad una mobilità più sostenibile che rispetti il comune, l’ambiente e il pianeta. Accanto al carpooling sono stati potenziati anche i servizi di piedibus e bicibus che consentono agli alunni di muoversi in serenità per il paese.


