Acquisto dell’immobile del Museo dell’industria e del lavoro a Rodengo Saiano

Acquisto dell’immobile del Museo dell’industria e del lavoro a Rodengo Saiano

Il Comune di Rodengo Saiano è ufficialmente uscito dai soci del progetto Museo dell’industria e del lavoro. Gli altri enti ancora all’interno del programma del Musil sono Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comune di Brescia, Comune di Cedegolo, Comunità Montana di Valle Camonica, Università degli Studi di Brescia, A2A e la Fondazione Micheletti.

Era già da diversi anni che il comune era intenzionato a sfilarsi, almeno dal 2016 quando era scaduto il comodato d’uso dell’immobile che ospita la Città delle Macchine.

Nella sede museale di Rodengo Saiano sono state concentrate le principali collezioni di macchine e reperti riferentisi alla storia dell’industria manifatturiera sia bresciana che nazionale. I reperti di maggiori dimensioni sono collocati a pavimento. Le macchine e gli oggetti medio-piccoli sono collocati su scaffalature industriali e comprendono reperti di numerosi settori produttivi: tipografico, cinematografico, dei mezzi di comunicazione, informatico, meccanico, tessile, conciario, alimentare, ecc. Una parte degli scaffali ospita fondi archivistici in attesa di sistemazione. Il magazzino è a servizio del sistema MusIl e consta di una superficie utile di circa 3.500 metri quadrati.

Lo scorso 12 agosto la provincia ha disposto l’acquisto dell’immobile per una cifra di 1,6 milioni di euro e sarà girato per 55 anni alla Fondazione Musil capitanata da Paolo Corsini, ex sindaco di Brescia. Quest’ultimo gruppo si ritrova al momento con un residuo di 1,2 milioni dopo i contributi di Regione Lombardia (510mila euro), della Provincia (1,3 milioni) e A2A (1 milione) ai quali va sottratta la spesa per l’acquisto dell’edificio.