Alfio Mosca – Il servizio di accoglienza di Casa Delbrel è indirizzato a donne sole o con minori e si sviluppa su più livelli: comunità protetta, alloggi per la semi-autonomia in contesto protetto, alloggi per l’autonomia. Dispone di molti servizi volti a favorire il processo di autonomia e di inclusione sociale delle persone accolte: scuola di italiano, spazio compiti per minori, spazio 0-3 anni, sportello Informa Lavoro, laboratorio di formazione sartoriale.
Molto profonda la storia di Betty, 23enne, arrivata a Rodengo con la figlia di soli 3 anni. La giovane ha dovuto passare attraverso l’Africa in un viaggio durato ben 2 anni: sempre a contatto con furti e violenze. È dovuta fuggire dal suo paese dopo che il compagno aveva cercato di farla prostituire. Giunta all’isola di Lesbo, in Grecia, è riuscita ad arrivare in Italia con i corridoi umanitari di Sant’Egidio. Questi, in stretta collaborazione con Punto Missione, l’hanno portata a Casa Debrel dove è stata accolta e supportata nella compilazione delle pratiche legali.
Ora sarà aiutata a ritrovare una nuova normalità, ad imparare la lingua e a ricercare una propria autonomia. Da settembre anche la figlia di tre anni potrà integrarsi iniziando a frequentare l’asilo.
La sua è una delle tante storie che purtroppo da anni sentiamo raccontare e che grazie al contributo di Punto Missione e di altre realtà benefiche trovano talvolta lieto fine. In molti anonimi, uomini e donne, muoiono ogni anno nel Mediterraneo perché, dopo un viaggio disperato e violento come quello di Betty, si imbarcano alla ricerca di una vita migliore.
PUNTO DI APPROFONDIMENTO
I pericolosi viaggi in mare dei migranti africani verso l’Europa
Esistono molteplici rotte nel Mediterraneo, ma le principali sono tre: quella occidentale verso la Spagna, quella centrale verso l’Italia, e quella orientale verso la Grecia, che è stata la più percorsa negli ultimi anni, con circa 1,2 milioni di arrivi dal 2009, più delle altre due rotte combinate.
Ben il 73% di questi sono sbarcati però solo nel 2015 a causa dei conflitti in Siria, Iraq e Afghanistan. Le migrazioni lungo la tratta orientale sono poi diminuite anche grazie a un accordo tra la Turchia e l’Unione europea: il Paese guidato da Erdoğan ha accettato di ospitare i migranti diretti in Europa in cambio di assistenza economica, incentivi e appoggio politico. La rotta centrale, dal Nord Africa all’Italia, ha registrato più di 780.000 arrivi, conoscendo una diminuzione nel 2018. Il Mar Mediterraneo si è dimostrato estremamente pericoloso per i migranti che hanno tentato di attraversarlo, soprattutto per la via centrale. Si stima che circa 17.000 persone siano morte in mare dal 2014, circa il 2% di tutti i migranti che attraversano il Mediterraneo su base annua.
Nel Mediterraneo centrale le rotte sono quattro. La più battuta parte dalle coste occidentali libiche, tra Tripoli, Gasr Garabulli e Zuara, puntando verso Lampedusa, la Sicilia e Malta. Parallele a questa, altre due rotte collegano il litorale tunisino, tra Susa, Monastir e Sfax a Lampedusa, e la costa nord tra Biserta e Capo Bon a Pantelleria. Dall’Egitto partono invece alcuni pescherecci che giungono in Sicilia orientale e in Calabria. Infine, a partire dal 2006, una nuova rotta collega Algeria e Sardegna, partendo dalla costa nei pressi della città di Annaba.
In passato era Malta a costituire un importante punto di passaggio. Migliaia di migranti si stanziavano ogni anno sull’isola con un visto turistico e da lì venivano imbarcati clandestinamente verso le coste siciliane.
Decine di migliaia di migranti sono morti tentando di raggiungere clandestinamente l’Unione europea. Le vittime in mare sono aumentate anche per l’evolversi delle rotte, che sono diventate più lunghe e pericolose, al fine di eludere l’intensificarsi dei pattugliamenti anti-immigrazione, dal 2006 coordinati dall’agenzia europea Frontex ed esternalizzati nelle acque territoriali di alcuni Paesi di transito, come Turchia, Egitto, Libia, Algeria, Marocco, Mauritania e Senegal.
I flussi migratori nel Mediterraneo danno vita a un giro d’affari illecito di centinaia di milioni di euro l’anno. Il prezzo dei viaggi varia da frontiera a frontiera, aggirandosi tra i 500 e i 2.000 dollari. Il pagamento è effettuato usualmente in dollari o in euro, non rimborsabili nel caso la traversata non si compia.


