Brescia problema gattili: lo ricorda anche il consigliere regionale Rolfi

Brescia problema gattili: lo ricorda anche il consigliere regionale Rolfi

Mosca Alfio – È una vecchia nota dolente ma ritorna ogni anno: in estate il problema degli animali domestici abbandonati ricompare inesorabile. La nostra provincia, in realtà, non raccoglie dati di per sé preoccupanti ma, ogni anno, il numero di animali ospitati nelle strutture nel periodo estivo aumenta. 

Il dato riguardante i cani è meno preoccupante. Grazie alla cultura del microchip, che ha oramai preso piede, molti di quelli recuperati vengono restituiti al padrone. Il saldo rimane comunque positivo, dunque le strutture si ritrovano ogni anno a dover ospitare nuovi animali.

Nelle gabbie sono sottoposti a trattamenti antiparassitari, vaccini e sterilizzazione in attesa di un nuovo padrone. I volontari raccontano che le razze più colpite sono quelle che richiedono un maggior impegno da parte del padrone. Una nuova moda, infatti, avrebbe rilanciato questa particolare tipologia di cani. Dopo un primo entusiasmo, però, i padroni si rendono conto di non avere il tempo per la loro gestione e ricorrono all’abbandono o li restituiscono alle strutture già in difficoltà.

Più allarmante la situazione riguardante i gatti. L’appello è stato lanciato anche dall’assessore regionale Fabio Rolfi in visita al canile sanitario Ats in via Orzinuovi i primi giorni di Agosto: al bando regionale per la creazione di nuovi gattili nella nostra provincia ha aderito solo Desenzano.

Per quanto riguarda i felini, infatti, la cultura del mirochip non ha attecchito e purtroppo proliferano colonie di gatti non sterilizzati o inglobati dal degrado urbano. I padroni di cucciolate numerose, poi,  abbandonano i piccoli, credendo che il felino abbia la capacità di sopravvivere in natura. Ciò non fa che alimentare il fenomeno.

La legge, difatti, obbliga all’installazione del mirochip e i gatti andrebbero sterilizzati per diminuire i rischi della creazione di nuove colonie. I cuccioli abbandonati, poi, creano pericolo: ad esempio sulle nostre strade.

Sono molti gli animali recuperati e sterilizzati dalle strutture presenti sul territorio, ma non abbastanza per una concreta e sostanziale riduzione del fenomeno. Il dato sulla mancata adesione al bando regionale da parte delle amministrazioni comunali fa riflettere e invita i sindaci e i loro collaboratori a diffondere quantomeno la cultura del microchip e della sterilizzazione in stretta collaborazione con le strutture di assistenza già presenti sul territorio.