Manca lavoro? Da noi cercano 1500 autisti

Manca lavoro? Da noi cercano 1500 autisti

Tra i lavori più richiesti sul nostro territorio: l’autista è spesso sottovalutato dai giovani e da tutti quelli che cercano un nuovo approccio con il mondo della produzione. Al giorno d’oggi il profilo è visto come  se fosse un inquinatore: non viene considerato, però, il ruolo e l’importanza che ha per la vita del nostro paese.

Secondo gli ultimi calcoli in provincia di Brescia ne mancherebbero 1.500. Un numero alquanto considerevole. Pensiamo allo stesso numero di camion che le aziende devono tenere fermi per mancanza di personale qualificato in grado di trasportare le merci ai luoghi di destinazione.

Se si dovesse calcolare per tutta la nostra Nazione il numero sarebbe allarmante: le stime si aggirano attorno alle 20.000 unità. Non può essere considerata una mera questione di paga: gli autisti guadagnano fino a 3.000 euro netti al mese. Ovviamente tra i primi scogli da superare l’acquisizione delle patenti che ha un costo iniziale (4.000 euro) e un periodo di formazione molto impegnativo che consente di consolidare le competenze e le abilità per la guida di mezzi a gestione complessa.

Per discutere di questi temi la Federazione Autotrasportatori Italiani (Fai)  si è riunita a fine maggio 2022 nell’auditorium Brixia Forum per trattare temi difficili ed incombenti per tutta la categoria. La mancanza di personale, ad esempio, richiede impegno e velocità a coloro che si mettono alla guida.

Nei momenti di maggior difficoltà si palesa il 15% dei mezzi delle aziende fermi per mancanza di autisti. Tra i temi trattati, dunque, c’è stato quello di far tornare in auge il lavoro: convincere la cultura contemporanea che l’autotrasportatore è un mestiere importante e ben retribuito.

Accanto a questi, ovviamente, si è parlato delle moltissime altre criticità che stanno preoccupando chi ha a che fare con i veicoli a motore. È stata definita una linea strategica comune per l’acquisto dei mezzi del futuro in un mercato che offre moltissime scelte: tra l’ibrido, l’elettrico, idrogeno, bio metano, bio disel e le altre innovazioni.

Altro forte tema di dibattito è stato il caro prezzi subito dai carburati nell’ultimo periodo. Ovviamente tutti ne hanno gravemente risentito: gli autotrasportatori, però, hanno visto il prezzo del pieno toccare e superare i 2.000 euro: aumento di 50 cent al litro per il diesel, metano più che raddoppiato e i prezzi dell’Ad blue quadruplicati.

La buona notizia è che la Commissione trasporti ha ridotto l’abolizione dei motori a combustione endotermica che era prevista entro il 2035 dal 100% al 90%.  Un momento di seria riflessione dunque aperto anche per far conoscere a tutti il territorio la carenza di personale in un settore ricco di lavoro e imprescindibile per una zona strategica come il nostro territorio.