Il territorio di Gussago è ricco di apicoltori interessati a coltivare ed incentivare il ruolo che le api hanno nel nostro pianeta. Questi insetti, infatti, sono importanti sia per la produzione di miele ma, soprattutto, per lo sviluppo della biodiversità.
La delicata fase dell’impollinazione rende l’ape protagonista della vita di molti fiori garantendo un lavoro operoso e fondamentale per tutto il pianeta. A Gussago sono presenti 150-200 colonie di api gestite da 15 apicoltori locali.
Per tutelare loro e gli alveari Gussago diventa Comune amico delle api. Questo dovrebbe riuscire a diminuire e contrastare i rischi che gli alveari stanno correndo frequentemente negli ultimi decenni.
Le api muoiono per varie cause, non sempre del tutto identificate: cause ambientali, mutamento climatico, la varroa e altri antagonisti naturali, l’uso indiscriminato dei fitofarmaci. Gli alveari si spopolano per il fenomeno del CCD (Colony Collapse Disorder). Questo è un fenomeno ancora poco conosciuto per il quale le colonie di api periscono bruscamente. La causa (o le cause) non sono ancora ben comprese: alcune teorie parlano di stress dovuto ai cambiamenti ambientali, malnutrizione, vari patogeni (come ad esempio le patologie delle api, compreso il Virus israeliano della paralisi acuta), acariosi, insetticidi come ad esempio neonicotinoidi o imidacloprid, radiazioni da telefoni cellulari o altri dispositivi creati dall’uomo. In vari paesi, i regolamenti fitosanitari e le autorizzazioni all’uso dei fitofarmaci impongono, da decenni, vincoli ai trattamenti fitoiatrici al fine di tutelare l’attività delle api e degli insetti pronubi in generale. Uno dei vincoli di maggiore ricorrenza per molti principi attivi è il divieto di eseguire trattamenti, anche non insetticidi, nel corso della fioritura.
Molte sono state le attività organizzate in questi anni dai Comuni amici delle api per sensibilizzare i cittadini sull’importanza delle api e dell’apicoltura, tra questi l’istallazione della targa “Comune amico delle api” all’ingresso del paese, gesto dal forte valore simbolico e identitario.
Ci sono Comuni amici delle api che hanno messo a disposizione spazi per le attività associative degli apicoltori, Comuni che da anni promuovono e sostengono l’organizzazione di fiere del miele, c’è poi chi, in collaborazione con gli apicoltori del territorio, ha sperimentato un apiario di comunità, chi ha messo in essere giardini delle api, campi delle api o strade delle api, c’è chi organizza conferenze scientifiche per approfondire il tema tra apicoltura e biodiversità, e chi infine ha optato per un webinar on-line, in tempo di Covid-19, per affrontare cruciali temi cruciali quali quello dei danni derivanti dall’uso e abuso di pesticidi in agricolture e riflettere su quali strumenti un’amministrazione comunale possa mettere in campo per contrastare il fenomeno.
Saper leggere il proprio territorio e selezionare le priorità di intervento sostenibili è una caratteristica fondamentale dei governi locali di oggi; certi che l’apicoltura abbia tutte le caratteristiche per diventare un pilastro delle politiche locali di tutela ambientale, di valorizzazione dei territori e di sviluppo locale.


