Fermata la Gang88: la denuncia era partita da Gussago

Fermata la Gang88: la denuncia era partita da Gussago

Molti membri della Gang 88 che per quasi due anni ha causato danni a Brescia e in provincia sono stati individuati e fermati. L’indagine è partita da una denuncia avvenuta a Gussago. Il gruppo era composto esclusivamente da giovani. Si muovevano in gruppo per mantenere la propria forza e sarebbero stati coinvolti in varie operazioni di rapina, traffico di stupefacenti, aggressioni e ritorsioni verso le vittime che non intendevano sottomettersi.

In seguito ad un’importante ordinanza cautelare del gip Elena Stefana sono state ben 19 le persone raggiunte e fermate dai Carabinieri. La denuncia era partita da una donna che aveva rivelato ai militari della stazione di Gussago di aver subito un furto del valore di 9mila euro nel maggio 2019. Dopo che i figli della vittima avevano provato a farsi giustizia erano stati stati bersaglio delle azioni della banda.

Sono arrivate anche le parole positive da parte del sindaco della città, Emilio del Bono, su Primabrescia:

Voglio esprimere la mia riconoscenza nei confronti del Comando provinciale dei Carabinieri di Brescia per l’intervento compiuto in questi giorni, frutto di quasi tre anni di indagini. Grazie a questa brillante operazione è stato possibile fermare 19 persone, di giovane età, che avevano commesso azioni gravi a danno della comunità. Non posso quindi fare altro che congratularmi con le forze dell’ordine per il lavoro costante che svolgono a presidio e difesa della sicurezza della città e del territorio provinciale.

Sarebbe stato individuato il capo nato in Burkina Faso nel 2000 e già in carcere. Gestiva la Gang assieme ad un altro maggiorenne di Gardone Valtrompia, considerato l’ideatore delle operazioni, ed un 21enne compaesano che organizzava le azioni di recupero crediti contro coloro giudicati insolventi.

Delle 19 persone fermate (tutte residenti tra il capoluogo e l’hinterland: la Bassa, la Valtrompia e la Valsabbia) quindici sono maggiorenni. Tra questi anche una ragazza, fidanzata di uno dei membri del gruppo. Anche i quattro minorenni sarebbero indagati, assieme a tutti gli altri, per le operazioni di reati contro la persona e il patrimonio: rapine e furti,  reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e di porto di oggetti atti ad offendere (pugnali e tirapugni).

Il capo della banda sarebbe un ragazzo già accusato di tentato omicidio verso un coetaneo che lo avrebbe indicato come autore di un furto avvento poco tempo prima in Franciacorta.