Otto comuni della Franciacorta uniti per il contrasto alla Mafia

Otto comuni della Franciacorta uniti per il contrasto alla Mafia

Tragicamente assenti è il percorso intercomunale antimafia che, a 30 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, otto comuni della Franciacorta hanno deciso di intraprendere per dire NO alla violenza, al ricatto, all’illegalità. Le amministrazioni di Provaglio d’Iseo, Castegnato, Corte Franca, Monticelli Brusati, Ome, Paderno Franciacorta, Passirano e Rodengo Saiano si sono unite durante in diverse iniziative volte alla sensibilizzazione su questo importantissimo tema che tocca da molto vicino il Belpaese.

Promuovere iniziative a favore della legalità significa far crescere nei nostri ragazzi e ragazze l’idea che è responsabilità di ciascun cittadino vivere in modo trasparente e di ogni amministratore fare altrettanto – così sindaco di Provaglio d’Iseo Vincenzo Simonini, portavoce delle amministrazioni, ha parlato a Bresciaoggi  ringrazio tutte le persone e associazioni che a vario titolo sono impegnate a portare avanti progetti comuni di lotta alla corruzione, a denunciare comportamenti di stampo mafioso ma soprattutto ad adoperarsi per la diffusione della trasparenza.

Sono state coinvolte le scuole, gli enti locali e alcune realtà sociali per diffondere la voce di lotta e contrasto. La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine – queste le parole del giudice Giovanni Falcone a trent’anni dalla strage di Capaci dove perse la vita con la moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

Il percorso in Franciacorta ha visto inizialmente il concerto dell’artista palermitano Pippo Pollina a Provaglio. Successivamente è stato presentato a Corte Franca, presso Cascina Clarabella, il libro Un uomo perbene. Vita di Alberto Giacomelli, giudice ucciso dalla mafia libro di Salvo Ognibene. A Rodengo Salvatore Inguì assieme ad Angelo Sicilia, figlio adottivo di Felicia Impastato, hanno parlato della loro esperienza attraverso la presentazione di libri.

Paderno Franciacorta, invece, ha inaugurato all’interno della propria biblioteca un percorso specifico dedicato al tema delle mafie. A Castegnato il prossimo 22 maggio andrà in scena Il Mondo che non sarò uno spettacolo teatrale ispirato al libro “La classe dai banchi vuoti” di don Luigi Ciotti. Con Elena Quaglia e scelte musicali di Antonello Scarsi, proposto da Libera.

 

PUNTO DI APPROFONDIMENTO

La Mafia: cos’è? Come opera? Quanto guadagna?

Mafia è un termine complesso che indica, solitamente, un tipo di organizzazione criminale retta da violenza, omertà, riti d’iniziazione e miti fondativi. Secondo il significato estensivo del termine, indica una qualsiasi organizzazione di persone dedite ad attività illecite, segreta e duratura, che impone la propria volontà con mezzi illegali e violenti, per conseguire interessi a fini privati e di arricchimento illegale anche a danno degli interessi pubblici.

Le organizzazioni mafiose sono estremamente diffuse nel nostro paese, con la presenza di grandi organizzazioni criminali, diffuse anche a livello internazionale in molti Stati del mondo. Le più famose per tradizione secolare sono  Camorra, Cosa Nostra e ‘Ndrangheta.

Il fenomeno mafioso, che in alcuni territori ha una diffusione capillare, ha assunto diversi caratteri e ha acquistato forme diverse, con strutture e codici seppur simili diversi da regione a regione e talvolta anche tra province d’Italia. Le formazioni sono spesso strutturate in clan con dei legami familiari quasi sempre di tipo allargato; ciò fa sì che le attività dell’organizzazione criminale rispecchino gli interessi di un determinato gruppo, detto appunto famiglia, che agevola però la frammentazione dei gruppi mafiosi.

Negli anni novanta grazie all’opera di alcuni magistrati italiani come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto vennero create la direzione investigativa antimafia e la direzione nazionale antimafia. Proprio Falcone e Borsellino sono stati vittime, a distanza di pochi giorni, delle stragi di Capaci e di via D’Amelio a Palermo. 

Stimare i ricavi della criminalità mafiosa è difficile e si scontra con limiti metodologici che nascono dalla mancanza di dati istituzionali, eppure alcune analisi sono state pubblicate. Sos Impresa nel suo XIII rapporto annuale attribuisce alla mafia un giro di affari di 138 miliardi e un utile di 105 miliardi all’anno. Va detto che lo studio è stato posto al centro di diverse critiche da parte di altri analisti.