FOTONOTIZIA – atto di inciviltà

FOTONOTIZIA – atto di inciviltà

Ci segnalano che nel mese di Febbraio, a Padergnone, sono stati abbandonati alcuni pezzi di Eternit ai confini di una proprietà privata. Dopo aver mosso denuncia a Carabinieri ed Arpa, le autorità si sono subito mobilitate alla ricerca dei colpevoli di questo grave atto di inciviltà.

 

PUNTO DI APPROFONDIMENTO

RISCHI E SANZIONI PER L’ABBANDONO DI MATERIALE IN AMIANTO

Negli anni sessanta alcune ricerche mostrarono come la polvere di amianto, generata dall’usura dei tetti e usata come materiale di fondo per i selciati, una grave forma di cancro: il mesotelioma pleurico. Avendo la malattia un periodo di incubazione di circa trenta anni, coloro i quali risiedevano nelle zone intorno alla fabbrica negli anni ’80, corrono tutt’oggi rischi per la salute: ad esempio, tra il 2009 e il 2011 sono stati registrati centoventotto nuovi casi di persone ammalate.

 La commercializzazione di Eternit contenente cemento-amianto è cessata in Italia tra il 1992 e il 1994, ma prosegue tuttora, con lo stesso marchio Eternit, in altri Paesi del mondo, tra cui il Brasile.

La legge n. 257/1992 è la normativa di riferimento per lo smaltimento dei materiali in amianto. Da essa prendono vita le diverse procedure che ogni processo di rimozione può seguire:

  • Accertamento: si deve determinare la presenza di amianto nella lastra di fibrocemento, questo si può accertare risalendo alla data d’acquisto del manufatto, oppure semplicemente facendo analizzare un campione, possibilmente una lastra intera, poiché uno o più frammenti, se poi confermati contenere amianto, sono nella condizione ideale per nuocere gravemente alla salute.

 

  • Incapsulamento: è un metodo di bonifica “transitorio” che prevede il trattamento della superficie delle lastre esposta agli agenti atmosferici con sostanze sintetiche, (molto spesso di colore rosso) idonee a inglobare e consolidare le fibre di amianto al manufatto cementizio e impedirne il rilascio nell’ambiente.

 

  • Rimozione e smaltimento: è un metodo di bonifica “radicale” che prevede diverse procedure speciali atte a garantire la sicurezza: degli operatori specializzati, addetti alle varie operazioni di rimozione, trasporto e smaltimento; delle persone e degli animali che si trovano in prossimità del cantiere e dei mezzi usati nel trasporto e infine in generale dell’ambiente dove si opera.

La legge dispone che  sempre necessario procedere personalmente con una denuncia per eternit quando si è in possesso di questo materiale. La mancata comunicazione della presenza di amianto in matrice friabile determina una sanzione che va da un minimo di € 2.000 ad un massimo di € 5.000. 

L’abbandono di amianto, invece, viene punito con pesanti sanzioni amministrative. Se in passato il privato cittadino era punito solo con una sanzione da €105 a €620, ora, stando al D.lgs 152/06, la pena può arrivare all’arresto (da sei mesi a due anni) l’ammenda da 5.000 euro a 52.000 euro.