Coccoli Franco – Gianluca Manessi, 42 anni di Paderno Franciacorta, ha pubblicato la sua prima opera dal titolo Porta tanta luce nel tuo cuore:
Mi sono reso conto di essere Vivo per davvero solo quando ho cominciato a vivere d’amore e la mia vita, il “dono” è solo lo spaziotempo in cui scoprire che questo Amore potente ci rende Liberi. Donando, donandoci …
Queste le parole sul retro copertina dell’affascinante volume edito da Tara. Per conoscere meglio il libro e, soprattutto, l’autore abbiamo chiesto a Gianluca di parlare di sé e del suo personale legame con la vita.
- Raccontaci la genesi del tuo libro. Quando lo hai scritto?
Ci ho lavorato nel 2014. Sono del segno dell’acquario, per cui l’ho fatto d’istinto, di pancia. Sono un sognatore. Le emozioni fanno parte della mia vita, ho imparato ad accettarle. Per molti anni sono stato vittima di invalidità emotiva e questo ha molto condizionato i miei sentimenti e le mie emozioni. In quell’anno mi sono separato dalla mia compagna di allora e ho scritto. Non avevo una guida per gestire le emozioni e, da autodidatta, le ho fatte compagne di vita. Ho scritto il libro dedicandolo a lei: ma non è tornata.
6 anni dopo, grazie ad Eliana Volpato dell’editore Tara, ho capito che la prima stesura era solo una bozza. Lei mi ha aiutato molto, ha capito che c’era del talento e mi ha spiegato dove dare più spazio. Ho ripreso il lavoro con un carattere diverso e scritto durante il lockdown. La pubblicazione, poi, è stata verso la fine dell’anno scorso.
Scrivendo e rileggendo mi sono reso conto che è stato un mio processo di trasformazione personale. La base è la separazione, ma sono cresciuto ad ogni livello, anche spirituale. Chi lo ha letto ha trovato sempre qualcosa di bello. Mi sono svestito, senza mascherare aspetti umani: vorrei portare una briciola di coraggio in più a chi si chiude. La vita, in fin dei conti, è una cosa semplice.
In questo libro racconto come sono: non attaccato alla materialità e con le braccia aperte verso tutti. Nel pubblicare il libro mi sono sentito libero di vivere e … vivere è una figata: abbiamo avuto il nostro corpo per vivere e per sentirci liberi.
- Quando è nata la passione per la scrittura?
In famiglia ho sempre riscontrato un’attitudine alle parole: grazie a mia mamma e a parenti che non ci sono più. Forse è genetica. Mi sono lasciato andare e ho avuto il desiderio di esprimere concetti che avevo a parole ma, solo con la scrittura, potevo veramente renderli chiari. Parlando la discussione finisce in poco tempo, invece, scrivendo, si ha più tempo per vivere il concetto e sentire se è vero.
Conoscendo le mie emozioni, sia belle che violente, me ne sono fatto bagaglio e ho il dono genetico di riuscire ad esprimere un concetto complesso con parole semplici in maniera chiara, senza tralasciare la creatività.
La successione dei capitoli, ad esempio è inusuale: il primo capitolo è la fine che è ripreso nel “fuori capitolo” di fine libro. Ora vorrei scrivere una canzone e fare altro. L’arte è tutto: è arte cucinare, il modo di allevare un bambino …
- Essendo personale e ricco di emozioni: dove hai trovato il coraggio di pubblicare questo libro?
Nella voglia di vivere. il coraggio è parte della paura, è una reazione che avviene perché ci si scopre vulnerabili e impauriti. La voglia di vivere di rompere le inibizioni e di lasciare qualcosa. Vorrei dare il mio contributo a tutti: anche alle prossime generazioni. La vita è un dono e noi un po’ ce ne vergogniamo. Forse ci hanno educato a risparmiare le emozioni e spero che le generazioni future sapranno gestirle in un modo nuovo.
Auspico un’educazione dei sentimenti nelle scuole, che affronti sempre di più argomenti nuovi. Non solo gestione di relazione e spazi: le emozioni vanno oltre!
Si ringrazia Gianluca Manessi per la cortese concessione del suo tempo, augurandogli di poter continuare a portare gioia e vitalità nella vita del prossimo.


