Intervista al poeta Massimo Spagna: uscito il suo primo libro “La bocca del cuore”

Intervista al poeta Massimo Spagna: uscito il suo primo libro “La bocca del cuore”

Pubblicato con la casa editrice Pagine di Roma nella collana Essenza d’Autore diretta dalla dott.ssa Federica Rinaldi, La bocca del cuore presenta 40 poesie ma non solo: anche 30 fotografie e 10 aforismi. Proprio nel legame stretto tra scatti e poesia nasce la vena artistica e creativa del gussaghese Massimo Spagna che lo scorso settembre 2021 ha visto pubblicata la prima raccolta completamente dedicata ai suoi testi. Alcune delle sue opere erano già state edite dalla stessa casa nelle raccolte Mi illumino d’immenso del novembre 2020 e Voci Versate dell’aprile 2021.

  1. Possiamo solo immaginare la gioia nata dalla prima pubblicazione. Come nasce questo lavoro?

La soddisfazione è davvero enorme. Il primo libro è come il primo bacio o come il primo figlio. Ho iniziato la raccolta ad aprile 2021 ho scritto molte poesie e selezionato le migliori per questo libro. Nell’opera è presente una grande collaborazione tra poesie e fotografia. Io, infatti, ho iniziato facendo fotografia, imparando dalla fotografa con Tiziana Arici, spinto anche da mia moglie. All’inizio mettevo poche righe, sotto ogni immagine, per una descrizione. Pian piano il numero delle parole aumentava e così sono nate le mie prime poesie.

 

      2. Le sue poesie hanno anche partecipato con successo ad alcuni concorsi. A quali è più legato?

Esattamente. Gussago è ha partecipato alla IX edizione del premio Alda Merini di Catanzaro vincendo la targa d’onore. Al concorso erano presenti più di 200 opere provenienti da molti stati. Era stata pubblicata in Voci poetiche per Alda, insieme alle altre opere meritevoli in quella edizione del concorso. Avevo voluto raccontare la mia vita vissuta da bambini qui, sul mio territorio. Con le mie opere vorrei trasmettere qualche ricordo del passato.

Sono molto legato anche a O mia santissima, dedicata al fiore all’occhiello di Gussago. Tutte le mie composizioni mirano a strappare un sorriso e un pensiero. Da leggere una sera di settembre, soli, per cogliere qualche riflessione profonda.

 

      3. Oggi è molto difficile far avvicinare le persone alla poesia. Dove trova la forza e il coraggio per lavorare a questo genere?

Per me è una bella sfida. Purtroppo non abbiamo più tempo per noi stessi, ma non dobbiamo rinunciare alla nostra serenità. Dobbiamo riuscire a valorizzare i momenti in cui possiamo prenderci più cura di noi. Questo, secondo me, è possibile anche leggendo poesie: le mie non sono in rima e vogliono trasmettere il momento di riflessione. Ben venga il progresso, ma dobbiamo curare noi stessi per vivere e aggrapparci alle nostre radici.

 

     4. A chi ha dedicato quest’opera?

A mio padre, che è venuto a mancare e non ha mai potuto leggere le mie opere pubblicate. È stato, nella sua severità, un punto di riferimento. L’ho sempre “temuto” ma mi ha insegnato a muovermi nella vita e, soprattutto, lo spirito bresciano di saper “rimboccarsi le maniche” per raggiungere la propria felicità.

 

    5.  Cosa fa nella vita di tutti i giorni? Dove trova il tempo per dedicarsi alla poesia?

Io sono una guardia giurata. Alla poesia mi dedico la sera e la notte. A volte sono a letto, mia moglie mi conosce, e, avendo l’ispirazione mi alzo e vado nel mio studio che chiamo “lo scrigno dei silenzi“. Dunque mi metto al lavoro per catturare il momento di ispirazione e mettermi a scrivere. È difficile anche per chi vive a casa con un poeta. Ci sono momenti di creatività, come quelli notturni, che dobbiamo utilizzare per portare alla luce le nostre creazioni.