È stato grazie alle guardie venatorie volontarie dell’Arci Caccia, della Lega Abolizione Caccia (LAC) e del Servizio di Vigilanza Ambientale (SVA) di Legaambiente che a Camignone, frazione di Passirano, in un capannone, sono state svelate attività illecite.
Durante un controllo, infatti, sono stati trovati alcuni richiami vivi privi di anello o con anellino irregolare. Quest’ultimo è necessario per garantire la provenienza dell’animale. Oltre alle normative statali, e regionali, l’art. 66, paragrafo 8 del Reg CE 865/2006 dispone che:
Gli uccelli (..)sono marcati mediante inanellatura della zampa recante una marcatura individuale. Tale inanellatura della zampa avviene mediante un anello o nastro costituente un cerchio continuo, senza giunti né interruzioni, che non abbia subito alcun tipo di manomissione, fabbricato industrialmente a tal fine e applicato nei primi giorni di vita dell’animale; il suo diametro deve essere tale da impedire la rimozione dalla zampa dell’uccello quando questa sia pienamente sviluppata.
L’anello dovrebbe essere applicato nei primi giorni di vita dell’animale e, con la crescita della zampa, dovrebbe rendere inamovibile lo stesso, “marchiando” per sempre il richiamo.
I volontari hanno contattato i carabinieri della forestale, i capannisti sono stati denunciati e i richiami vivi sequestrati. In tutto erano otto esemplari, tordi sasselli e cesene, acquistati da un commerciante già segnalato per altre attività illecite della stessa tipologia.


