Anche la Festa dell’uva di Gussago a ranghi ridotti

Anche la Festa dell’uva di Gussago a ranghi ridotti

La tradizionale festa dell’Uva di Gussago è stata celebrata in un clima più austero. La pandemia non ha permesso di riproporre i divertimenti classici, che sembrano oramai lontani. Sono mancati i carri, sono mancate le frittelle e gli emozionati colori. Sono stati mantenuti però i significati e la tradizione grazie alla benedizione delle uve che da sempre segna l’inizio della festa.

Il Covid ha lasciato molta voglia di festeggiare ma i cittadini e la comunità sono stati in grado di non arrendersi e di proporre, come l’anno scorso, una festa che rispettando la tradizione non disattendesse alle normative sanitarie. L’amministrazione, con la collaborazione dell’associazione Gussa-Go e con la parrocchia guidata da don Renato hanno optato per un calendario povero ma ricco di profondità e sguardo al passato.

L’attenzione del parroco è stata puntata sull’importanza del lavoro e dei prodotti della terra che da sempre caratterizzano le nostre zone. Spettacolare la danza sul vuoto dello spettacolo Per-Bacco. Due ballerini appesi al campanile si sono esibiti tra i colori in un indimenticabile ballo che ha divertito e stupito tutti i fortunati presenti.

Anche il poeta Massimo Spagna ha deciso di donare alla comunità uno dei suoi graditi lavori ornando la serata di profondità e bellezza in memoria di una festa molto sentita e molto importante per tutto il paese.