Abrami Emanuele – Archiviata del tutto l’ipotesi dell’omicidio. Il nostro compianto 51enne gussaghese, Giuseppe Antonelli, non è stato quindi ucciso. Dell’uomo erano state perse le tracce già da molti mesi, dopo che, passato dal Pronto soccorso della clinica “Sant’Anna” a Brescia per una visita, aveva rifiutato di essere ricoverato. Secondo le ricostruzioni, l’uomo non era nelle condizioni migliori alla sua uscita. Subito pervenuta alla forze dell’ordine la denuncia di scomparsa da parte dei familiari. Le ricerche, partecipate attivamente anche dalla nostra comunità di Gussago, sono state però vane (nonostante l’invio di un elicottero dedito al pattugliamento delle zone di smarrimento più plausibili e l’assistenza dell’unità di crisi della Prefettura). Il nostro Giuseppe Antonelli sembrava essere scomparso nel nulla quando, improvvisamente, vennero ritrovate una serie di elementi a lui apparentemente riconducibili (siamo nell’Autunno 2020). Un portafogli, brandelli di vestiti, una scarpa, alcune ossa… il tutto rinvenuto presso un campo di mais in quel di Barco di Gussago. Una zona che poco distava da quella che per molti giorni le unità di ricerca avrebbero ispezionato. Immediato il riconoscimento da parte dei familiari degli effetti personali di Giuseppe, meno immediata al risposta alla domanda che tutti si ponevano: come era morto?
Le indagini e le perizie medico legali hanno del tutto escluso che il signor Antonelli possa essere stato vittima di un qualche atto violento, di un’aggressione, di una rapina o simili. Secondo le ricostruzioni della procura (che ha richiesto l’archiviazione del caso) l’uomo (già in condizioni di salute per nulla ottimali) avrebbe vagato fino al campo di mais dove, privo di acqua con la quale difendersi dalla disidratazione causata dalla calura estiva, si sarebbe infine accasciato, privo di sensi. Le piante avrebbero nascosto la vista del corpo a tutti, finché, in occasione del raccolto, una mietitrebbia l’avrebbe travolto, disperdendone i resti.
Le nostre condoglianze vanno ancora una volta ai familiari e agli amici della vittima.


