Andrea Ferrari – Si assottiglia il tempo a disposizione del sistema Musil (Museo dell’Industria e del Lavoro) per aggiornare le sedi presenti e creare la sede centrale, essendo il 2023 l’anno in cui Brescia sarà capitale italiana della cultura, affiancata da Bergamo.
Un progetto iniziato nel 2005, ma che gode ancora della volontà di tutti i sottoscrittori di andare fino in fondo; per riuscirci tuttavia andranno risolti alcuni problemi.
La sede di Rodengo Saiano, dietro il Franciacorta Outlet Village, riveste ad esempio una parte fondamentale del sistema, in quanto funge anche da magazzino delle collezioni. Nonostante questo, il suo futuro è da tempo incerto, con la concessione originaria in comodato scaduta nel 2016. Per ovviare il problema, Musil ha versato un indennizzo al proprietario, che ne permetteva l’utilizzo fino al 2020. Con il subentro di una nuova proprietà, si dovrà decidere se procedere con l’acquisto o con un trasloco, reso difficile dall’imponenza delle opere esposte: oltre alle centinaia di macchine che hanno segnato l’industrializzazione del nostro territorio, è presente anche la “fabbrica del cinema”, un patrimonio di macchine per il montaggio, pellicole e moviole della Gamma Film.
Per la sede centrale è stato invece scelto un approccio orientato più all’innovazione e al futuro, alla modernità e sostenibilità, fondi permettendo. Nonostante la Fondazione Musil, presieduta da Paride Saleri, abbia chiuso il bilancio 2020 in maniera positiva, infatti, mancano ancora più di sei milioni di euro dei 26 programmati dai soci fondatori nell’accordo iniziale del 2005.


