Prodotti DeCo della nostra terra

Prodotti DeCo della nostra terra

Andrea Ferrari – La storia della Denominazione Comunale, o DeCo, per la provincia di Brescia risale a poco meno di 20 anni fa, quando nel 2002 venne assegnata grazie alla farina di mais antico macinato a pietra al comune di Castegnato.

Da allora diversi comuni sono riusciti a valorizzare le proprie specialità locali con il marchio DeCo, ultima delle quali lo zafferano autoctono di Lonato del Garda.

La Commissione per la concessione della DeCo, di nuova costituzione e coordinata dall’assessore all’Agricoltura Massimo Castellini, ha stabilito le proprietà necessarie affinché il prodotto possa rientrare nell’elenco: oltre all’ovvia provenienza, anche il metodo di ottenimento, lavorazione e confezionamento sono determinanti. Regole così stringenti servono proprio a rendere il marchio sinonimo di alta qualità, fondamentale per valorizzare una filiera agroalimentare e zootecnica importantissima per il territorio.

La mappa delle DeCo bresciane aggiunge quindi una puntina, che di certo non si sentirà sola. Facendo solo qualche esempio, troviamo il Gnoc de la cua e il Formaggio delle Case di Viso a Ponte di Legno e il Fatulì di Saviore dell’Adamello a nord, mentre scendendo verso le sponda del Sebino troviamo la Soppressa di Marone e la Tinca al Forno di Iseo. Poco distante si trova il Chisulì di Monterotondo per poi passare al Manzo all’olio di Rovato e ai famosi casoncelli di Barbariga. Lo spiedo, invece, è l’unico da avere il doppio marchio sia di Gussago che di Serle.

Un elenco troppo lungo da riportare per intero, e in continuo aggiornamento, che ha il merito di certificare quell’eccellenza che noi, cresciuti su questa terra, conosciamo bene.