Giuseppe Loda – Una lunga tradizione risalente al XIII secolo, San Francesco d’Assisi fu il primo a rappresentarlo in forma “vivente”, il presepe, secoli dopo secoli rimane ancora parte della nostra cultura. Nel corso dell’ultimo secolo fedeli di ogni provenienza hanno provato a reinventarlo sbizzarrendosi con nuovi personaggi e allestimenti. Quello di Ronco sembra lasciare senza fiato i visitatori con effetti speciali, specchi e la raffinatezza del lavoro dei «Maringù»(“falegname” in dialetto bresciano). Un’opera in continuo evolversi da ben undici anni. Quest’anno il presepe dei Maringù di Ronco ha sfondato in rete. La pubblicazione del video on line ha riscosso grande successo, la natività tanto bella da far vincere pure il primo premio del concorso dei presepi Mcl. Allo sguardo del visitatore volgono giochi di specchi che riflettono indirettamente l’immagine delle sezioni del presepe. Un progetto complesso articolato sia artisticamente che tecnicamente. Nonostante la pandemia abbia tenuto l’opera chiusa al pubblico in presenza, è stato possibile riuscire a godere dello spettacolo direttamente da casa. Sicuramente l’esperienza non sarà immersiva quanto dal vivo, infatti Luca Ravarini auspica ad una riapertura il prima possibile. Un’altra perla che si aggiunge alla Franciacorta e dintorni. La bellezza e la spiritualità è di casa, quest’anno si riparte in quarta con la restaurazione de «La Santissima», in aggiunta al lancio del progetto per valorizzare gli itinerari turistici.


