VACCINI vicini: istruzioni per l’uso. Intervista al primario Valentino Prandini, storico rubrichista del Punto Franciacorta

VACCINI vicini: istruzioni per l’uso. Intervista al primario Valentino Prandini, storico rubrichista del Punto Franciacorta

MATTEO SALVATTI

Allora, dottore, lei si è fatto vaccinare, giusto?

Sì, mi sono fatto vaccinare lunedì 11 gennaio 2021

Quando e dove?

Mi sono fatto vaccinare all’ospedale San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere

Ha dovuto attendere molto? Pensava giungesse prima il suo turno?

No, sono stati rapidissimi, se pensiamo che in provincia di Brescia, se non sbaglio, l’Ospedale Civile ha iniziato le vaccinazioni il 27 dicembre, la Poliambulanza giovedì 7 gennaio e noi a Castiglione l’11 gennaio e io sono stato tra i primi, quindi non ho dovuto aspettare molto, sono stati molto tempestivi per tutto il comparto sanitario.

Tecnicamente come si esegue il vaccino? Quanto tempo prima bisogna presentarsi? Quanto attendere dopo? Dolora l’iniezione?

Tecnicamente il tutto è molto semplice. L’addetto esegue l’iniezione inoculando il vaccino nella parte superiore del braccio; bisogna presentarsi qualche minuto prima, circa una quindicina di minuti per fornire una serie di dati e portare con sé il tesserino sanitario. Dopo bisogna attendere una quindicina di minuti per appurare non ci siano reazioni, in caso di pazienti allergici è bene sia presente l’anestesista. L’iniezione è dolorosa, infatti una delle segnalazioni di questo vaccino della Pfizer è il dolore in sede di iniezione appena effettuata e talvolta perdurante per ore o per giorni.

Come siamo messi quanto a vaccinazioni per medici, operatori sanitari, infermieri ecc. ?

Direi che in Italia siamo messi bene, sono state date priorità al comparto sanitario per cui nell’arco di due tre settimane al massimo (l’intervista è stata rilasciata il 12 gennaio, ndr) tutti gli operatori sanitari indistintamente saranno vaccinati: medici, tecnici, biologici, infermieri, Oss, autisti e a ruota poi tutti gli addetti delle Rsa, delle case di riposo, per cui a livello nazionale tutti si stanno dando da fare per accelerare.

Il vaccino è sicuro?

Il vaccino è sicuro. È stato testato su decine di migliaia di persone. Sono state segnalate reazioni allergiche, rare. Davvero rare quelle gravi dopo somministrazione di vaccino, molte altre minori come orticaria, gonfiore del viso, della lingua, della gola, qualche difficoltà respiratoria, ma soprattutto negli studi clinici non sono stati osservati decessi che siano correlati alla vaccinazione.

Lei ha avuto effetti collaterali?

Effetti collaterali particolari no, devo comunque segnalare una dolenzia con un po’ di arrossamento nel sito di iniezione, un lievissimo mal di testa, piccoli brividi ma nulla di importante, infatti non ho sospeso o ridotto la mia attività lavorativa e sociale.

C’è qualcuno a cui è sconsigliato?

Il vaccino Pfizer è sconsigliato prima dei 16 anni, mentre il Moderna è sconsigliato sotto i 18 anni. Non deve essere somministrato a donne in gravidanza e in allattamento.

Se si è contagiati attualmente oppure se si è contratto il virus in passato si può procedere o si deve evitare di vaccinarsi?

Assolutamente, bisogna vaccinarsi, anche in ambito ospedaliero i sanitari che hanno contratto il virus o hanno i sierologici con attività anticorpale sono stati inclusi e si sono sottoposti al vaccino come tutti gli altri.

Qual è la percentuale ottimale di vaccinazioni affinché il virus si possa dire debellato?

Bisogna arrivare all’immunità di gregge tra il 70 e l’80%

Quindi un invito a vaccinarsi senza paura e sconfiggere le fake news del “chissà cosa ci iniettano”?

Assolutamente sì. L’invito è quello di vaccinarsi. Ci sono sicuramente tanti scettici, c’è tanta ignoranza, c’è tanta paura infondata, ci sono tante fake news ma assolutamente il vaccino è l’arma che abbiamo oggi per sconfiggere questa malattia. Grossi rischi legati al “chissà cosa ci iniettano” non ne vedo nel senso che non si può contrarre malattia Covid in seguito alla somministrazione del vaccino perché l’Rna messaggero che viene inoculato non può indurre la replicazione del virus, per cui non stiamo parlando di virus iniettati o di virus che vengono replicati ma di Rna messaggero prodotto in laboratorio.

E per quanto concerne gli eccipienti?

No, non ci sono particolari eccipienti o sostanze che possono preoccupare. Questo vaccino contiene del cloruro di potassio, cloruro di sodio, acqua, saccarosio, fosfato monobasico di potassio, colesterolo, niente che possa intimorire chi lo riceve.

Oggi però non disponiamo solo di un vaccino. Ve ne sono diversi: in cosa differiscono? Quale scegliere?

Ad oggi disponiamo di due vaccini. Il Pfizer  BioNTech la cui approvazione è giunta il 21 dicembre e adesso è stato approvato il vaccino Moderna, dall’Agenzia Europea del farmaco. I due vaccini sono molto simili, praticamente uguali, in quanto hanno come componente principale l’Rna messaggero che viene incapsulato in queste nanoparticelle, dei liposomi: una cosa importantissima è che l’Rna messaggero è stato prodotto in laboratorio e non sono state utilizzate cellule animali, né batteri né virus, questo è importante per placare le paure indotte nelle persone che lo ricevono. Ci sono differenze, come l’età dalla quale poter essere vaccinati come spiegavo prima, ma anche la temperatura. Il vaccino Pfizer richiede una refrigerazione a -80° C rispetto ai -20 di Moderna, un apparato molto differente anche per i costi. A proposito di costi, il Moderna viene circa 31 euro mentre il Pfizer costa la metà anche se poi si risparmia molto con il Moderna sul trasporto…Ci sono poi altri vaccini, sta uscendo l’Astrazeneca e altri vaccini prodotti nell’Europa e nel mondo.

Se si inizia con un vaccino bisogna procedere alla seconda dose con lo stesso vaccino?

Sì, consiglio la seconda dose con lo stesso vaccino. Il Pfizer richiede una seconda dose a 21 giorni, mentre il Moderna richiede la seconda dose a 28 giorni. L’immunità che danno questi vaccini è molto simile. Non si sa nel tempo quanto questi anticorpi potranno essere funzionanti, validi, al momento non si può prevedere a lunga distanza, è ovvio verosimilmente dovranno essere ripetuti negli anni.

Ma parliamo ancora un attimo del vaccino “nostrano”, l’Astrazeneca, è solo campanilismo o davvero è il più efficace?

Sembra veramente il più efficace, questo perché ha una efficacia anticorpale pare del 95% contro il 90 di Pfizer e il 94,5 di Moderna. Ha un grosso vantaggio: può essere conservato in frigorifero a 4/6°C, inoltre la grande differenza è che è un vaccino di tipo classico, nel senso che utilizza un virus  modificato con un comportamento simile a quello del virus che si vuole aggredire, così che si sviluppi la risposta anticorpale dell’individuo. A differenza degli altri due a Rna questo è un virus: in Italia si pensava di partire già con questo vaccino, la cosa è ritardata ma sarà il vaccino che darà una buona copertura con efficacia e praticità.