Andrea Ferrari – Si è spenta domenica 3 gennaio, a 93 anni, Angela Agnese Abeni .
Una vita dedicata a due famiglie, i suoi fratelli e la sua comunità. I suoi tre fratelli Angelo, Angela, detta Bionda, e Giuseppe, detto Gipi, hanno sempre contato su di lei, una fiducia che Agnese non ha tradito, prendendosene cura fino alla loro scomparsa.
La parrocchia di San Rocco in Padergnone, l’altra sua famiglia, la ricorda semplicemente come un punto di riferimento. Per decenni è stata parte integrante della vita parrocchiale, aiutando a realizzarne tutti i cambiamenti sia nella liturgia che nella pratica e sul territorio. Ha insegnato a generazioni nelle vesti di catechista, di animatrice per l’azione Cattolica, ha istruito anche i lettori e i chierichetti appena avvenuta la riforma liturgica, con un occhio sempre attento alle celebrazioni sia solenni che quotidiane, che curava sotto molti aspetti.
Il suo essere cristiana non risiedeva solo nella liturgia, ma veniva testimoniato con le opere, con entusiasmo e caparbietà. È stata fondamentale nello sviluppo di progetti importanti, come l’oratorio, così come per la vita delle persone che aiutava, andando per esempio in bicicletta ad assisterli con le necessarie cure sanitarie.
“Dalla morte di suo fratello Gipi – ci racconta Egidio Loda, nipote e amministratore di sostegno – la zia Agnese ci ha sempre detto di desiderare tre cose.
In primo luogo, avere tre anni per poter continuare a coltivare la sua passione più grande, la lettura. Nella sua vita ha letto tantissimi libri, specialmente le biografie dei santi, e non ha smesso finché ha potuto. Poi desiderava, in caso si fosse reso necessario, essere ricoverata presso la casa di riposo Tilde e Luigi Colosio, con i quali era cresciuta. Infine, avrebbe voluto andarsene nel sonno, unica preghiera non soddisfatta, avendo vissuto negli ultimi quattro anni la sofferenza datale dalle costrizioni della malattia, specialmente per una persona forte e indipendente come lei.”
Una montagna di aneddoti e ricordi sulla forza del suo carattere, sul suo entusiasmo e sulla sua convinzione accompagnano i giorni di lutto della sua famiglia e di generazioni di compaesani, insieme alla cosa più preziosa che ci ha lasciato, il suo esempio.


