Andrea Ferrari – Gli studenti e i lavoratori pendolari, lo sappiamo, hanno imparato ad avere una buona dose di pazienza, ma l’emergenza sanitaria di questi mesi sembra aver complicato la situazione.
Sono specialmente gli studenti franciacortini che usano il treno per frequentare le scuole superiori a lamentare uno stress tale da portare, in qualche caso, a veri e propri attacchi di panico. Sulla linea Edolo-Iseo-Brescia le restrizioni imposte in materia di distanza interpersonale e di mascherina creano inevitabili ritardi, che a loro volta accrescono il numero di studenti in attesa nelle stazioni, aumentando così la difficoltà nel far rispettare le norme anti covid. Viene chiamata ‘sindrome del pendolare’ lo stato di stress che i nostri studenti, in alcune corse, si trovano costretti a sopportare. Sotto i riflettori è specialmente la corsa delle 6, utilizzata per la maggior parte da studenti fra i 14 e i 18 anni che si recano dalle loro abitazioni dislocate in diversi paesi della Franciacorta agli istituti scolastici di Brescia, confusi dalla presenza di regole impossibili da rispettare, almeno al momento.
Nei trasporti pubblici urbani, invece, l’attenzione alle misure anti covid sembra essere molto più alta, con accessi ai mezzi controllati per garantire la distanza minima, così come sono rigidi i controlli nelle scuole stesse, grazie all’impegno di tutti i professionisti del settore. Questo cambiamento di registro repentino, dove le norme valgono a intermittenza, disorienta i ragazzi, diminuendo la percezione di rischio sanitario e minando quindi gli sforzi collettivi affrontati.
Questa emergenza ha di certo mostrato dove il nostro territorio ha bisogno di un miglioramento rapido, dove siamo riusciti ad adattarci maggiormente e dove dovremo portare ancora, pendolari e non, un po’ di pazienza.


