Abrami Emanuele – La notizia è rimbalzata di qua e di là per tutto il mese: presso la struttura ospedaliera d’Iseo, il punto nascite chiuderà. Una risorsa che viene da tutte le associazioni del territorio considerata come irrinunciabile, necessaria, addirittura “sacra”. In effetti, venendo a mancare Iseo, gli abitanti della Franciacorta saranno costretti a contare su centri ospedalieri ben più lontani (Chiari o Brescia).
Molti i movimenti politici e non che si sono schierati apertamente contro la chiusura del punto nascite (ricordiamo ad esempio il PD della zona Sebino-Franciacorta). Una decisione indubbiamente presa con cognizione di causa ma che allontana un servizio pubblico dal cittadino: il dibattito è aperto e molti cittadini lo stanno partecipando, schierandosi in massima parte contro la chiusura del punto nascite.
Sotto accusa il sistema sanitario lombardo, a quale si chiede, anche considerato che siamo in vista della sua stessa revisione, di dare più risorse alle sanità cosiddette “locali” che tanto utili si sono dimostrate nei mesi della pandemia e tanto utili potrebbero dimostrarsi ancora nel caso questa tornasse ad investire il nostro Paese.
La questione resta aperta dunque e i cittadini sperano, per la maggior parte, che l’Asst Franciacorta riveda la sua decisione e, in comunione con la Regione Lombardia, si decida di non “toccare” il nostro punto nascite di Iseo tanto caro (e utile) a noi franciacortini.


