Abrami Emanuele – Ancora una volta il Franciacorta (e la Franciacorta) sono associati ai più elevati concetti d’eccellenza e qualità. Ne troviamo ulteriore testimonianza consultando il rinomato blog “xtraWine Blog, wine news for wine lovers”.
L’articolo presente su tale testata definisce il Franciacorta come: “ un’eccellenza del nostro Paese” rivelando inoltre quanto una delle sue principali particolarità consista nel fatto che sia stato in assoluto “il primo vino italiano, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia, ad ottenere, nel 1995, la DOCG”. Franciacorta, però, non è soltanto il nome di uno squisito vino, ma anche quello col quale riconosciamo la nostra amata terra. In questo, sempre per riprendere l’articolo a “noi” dedicato sul blog “xtraWine”, possiamo romanticamente vedere una sintesi. Franciacorta, più che un vino, più che una località, è forse un metodo. Un modo col quale la gente che abita la Franciacorta vive, lavora, coltiva, produce e imbottiglia il vino unico e speciale che ci ha resi famosi in tutto il mondo.
Fuor di poesia, per chi non lo sapesse, il termine “Franzacurta” deriva da quanto riportato sullo statuto municipale di Brescia, redatto nel 1277. Originariamente, Franciacorta doveva essere tutta quella zona compresa fra i fiumi Mezza e Oglio, ma l’etimologia poco avrebbe a che fare con i fiumi: francae curtaes in latino indicherebbe una porzione di territorio considerata esente rispetto al pagamento di dazi (condizione che si verificò pienamente nel XI secolo quando s’insediarono nel monastero di San Pietro di Lamosa i monaci cluniacensi).
Se la prima mappa risale circa al 1469, redatta dai veneziani, è del 1570, ad opera di Gibello Conforti, la prima pubblicazione che ci onora della sua menzione all’interno del Libellus de Vino Mordaci. Un nettare speciale, quello prodotto in Franciacorta, che si meriterà diversi secoli dopo (più precisamente, il 21 Luglio 1967) prima il marchio DOC e poi (siamo al primo di Settembre dell’anno 1995) la prestigiosa denominazione DOCG.
Un ottimo prodotto della peculiare terra sulla quale le viti sono coltivate con pazienza, passione e cura, considerata di origine morenica ed estremamente ricca di minerali. A questa base fertile s’aggiunge un clima assolutamente favorevole: i venti che scendono dalla Valle Camonica vengono mitigati sia dalla presenza delle nostre colline sia da quelli che spirano dal Lago d’Iseo.
Fra le tipologie più appprezzate di Franciacorta riconosciute e ricordate dal celebre blog “xtraWine” il Satèn(uva Chardonnay e Pinot Bianco, caratterizzato da una bassa pressione in bottiglia), il Rosé ( che si ottiene da uve Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Bianco ) il Millesimato e il Riserva.


