Intervista al Comandante della Polizia Locale di Gussago, Commissario Capo Danilo Gatti

Intervista al Comandante della Polizia Locale di Gussago, Commissario Capo Danilo Gatti

di Abrami Emanuele

Com’è andato questo periodo di quarantena in generale?

Nonostante tutto devo dire che è andato bene. All’inizio abbiamo vissuto la vienda COVID-19 da spettatori, con le notizie provenienti da lontano (ad esempio dalla Cina). Poi, nostro malgrado, da attori e protagonisti, quando il virus ha colpito il territorio lombardo e siamo dovuti intervenire in prima persona.

Avete dovuto fare degli interventi particolari a causa del COVID?

Interventi particolari in senso stretto no, piuttosto, ci siamo trovati nella necessità di riadattare in tempi brevissimi la nostra “routine” in servizio alla nuova realtà. Questo sia per quanto riguarda la forma mentis, sia per predisporci alla costante situazione emergenziale che ci ha sommersi nelle primissime settimane. Abbiamo dovuto stravolgere le priorità quotidiane e reagire al susseguirsi di normative, disposizioni, circolari e quant’altro che cercavano di regolamentare la situazione. Ovviamente c’è stata anche la necessità legata alla modifica delle nostre abitudini igieniche sia durante l’attività esterna che durante quella interna.

Come vi siete sentiti rispetto alle nuove mansioni da svolgere?

Nei primi momenti, ripeto, abbastanza spaesati e sorpresi, quasi increduli che tutto ciò fosse veramente la nuova realtà da affrontare. Poi, con coscienza, serietà, umanità e professionalità, tutti i miei collaboratori si sono adoperati nel contribuire e a volte addirittura a proporre determinate migliorie e variazioni del lavoro che si sono rivelate molto utili.

A che tipo di reazioni avete assistito da parte della popolazione?

Le più disparate, le più estreme e lontane tra loro. Da quelle persone che da subito si sono preoccupate di isolarsi il più possibile, proteggersi il più possibile, a coloro i quali invece scioccamente (siccome “il pericolo” non era visibile e tangibile) si permettevano di deridere coloro che già si munivano dei dispositivi di protezione che da lì a poco sarebbero diventati la normalità (quali mascherine, guanti ed igienizzanti).

Avete notato più disciplina e senso civico del solito?

Si, passato il primo momento di confusione e smarrimento, la gente ha reagito con senso civico del quale, confesso, dubitavo. Ovviamente ci sono state situazioni e momenti in cui avrebbe potuto emergere la volontà “di ribellione”. Invece la maggioranza ha sempre reagito bene, un esempio su tutti il lunedì di Pasquetta, tradizionalmente votato alla gita e scampagnata fuori porta. Da anni è infatti un appuntamento fisso per manifestazioni ed eventi presso la nostra Santissima, ma, durante il servizio di pattuglia, sono stato piacevolmente colpito dal rispetto delle norme che le persone hanno mostrato.

Vi siete trovati costretti a dover fare molte multe a causa di spostamenti non conformi alle normative vigenti durante la quarantena?

Non sono state comminate moltissime sanzioni. Diciamo che abbiamo giustamente sanzionato episodi intollerabili e palesemente in contrasto con le norme, anche se vero è che la linea operativa di massima era quella preventiva e informativa. Il fatto è che molte volte nemmeno noi operatori del settore e addetti al controllo eravamo sempre certi degli obblighi o prescrizioni, sballottati tra normative nazionali, restrizioni regionali e specifiche di ordinanze sindacali, il tutto cercando di seguire comunque le circolari e interpretazioni che la Prefettura e la Regione in primis fornivano.

La popolazione si è mostrata collaborativa per quanto riguarda le segnalazioni? C’è chi ha esagerato e si è messo a fare il vigilante o, al contrario, secondo voi c’è stato troppo individualismo anche da questo punto di vista?

In linea di massima si, è stata collaborativa, fornendoci utili indicazioni di dove e quando, a loro parere, si verificavamo violazioni alle norme, anche se, come sempre, abbiamo dovuto “lottare” anche con persone che mosse da eccessivo zelo e fantasia, riscontravano violazioni in ogni dove. Devo quindi affermare che non vi è stato un eccessivo individualismo, anzi, abbiamo riscontrato molte volte che le segnalazioni erano mirate a poter risolvere situazioni critiche anche se non riguardanti direttamente l’incolumità del segnalante, ma proprio per la salvaguardia del benessere generale. Mai, comunque, con sentore di malizia o di interesse personale.

Come vi siete trovati a dover gestire le masse nei mercati e supermercati? Ci sono stati problemi?

In primis si è dovuto affrontare il problema nei supermercati, in quanto i mercati sono stati sospesi fino al sabato 23 maggio. Nei supermercati è stato necessario richiedere e ottenere un’ottima collaborazione con i gestori, i quali, in quanto anche diretti responsabili in solido per eventuali violazioni accertate, si sono adoperati per meglio informare la clientela, impedire (anche fisicamente con ostacoli) che le persone potessero avere accesso ad aree e reparti in cui la vendita temporaneamente fosse vietata, contingentare gli accessi, monitorare gli assembramenti della fila di persone in attesa di poter accedere al supermercato e altro. Quindi, grossi problemi non ce ne sono stati, anche se, ovviamente, segnalazioni circa il mancato rispetto delle norme (obbligo di indossare la mascherina, obbligo di consentire l’accesso a pochi utenti per volta all’interno dei locali) ci sono state – Ovviamente poter essere nell’immediatezza sul posto per poterne accertare la veridicità non è stato sempre facile. Per quanto riguarda il mercato, non riuscendo ad intraprendere azioni tali da poter sempre far rispettare le limitazioni, si è dovuto attendere quanto sancito nell’ultimo DPCM ed Ordinanza Regionale, prima di poter riaprire il mercato settimanale. Ad oggi, devo dire, oltre al fatto inconsueto della fila da dover fare attendendo di poter accedere all’area (ma che ritengo ci accompagnerà per molto nel futuro, in molte realtà del vivere quotidiano), la riapertura credo sia avvenuta con successo, tanto per gli ambulanti quanto per i clienti. Questo sicuramente anche grazie alle realtà associative del nostro territorio, quali i volontari della protezioni civile del Gruppo Sentieri e agli Alpini del Gruppo di Gussago, che dall’inizio dell’emergenza vigilano sull’affluenza e sul rispetto del contingentamento, impedendo accessi da luoghi non censibili, monitorando e sensibilizzando i clienti e gli operatori del mercato per un corretto utilizzo delle protezioni individuali e rispetto del distanziamento interpersonale.

Avete avuto paura del contagio o vi sentivate adeguatamente protetti?

Penso che non aver avuto paura del contagio sia un’affermazione che nessuno si possa permettere di fare, ma certamente ognuno ha reagito a modo suo. C’è per esempio chi ha immediatamente e radicalmente cambiato le proprie abitudini ed atteggiamenti, chi in maniera più progressiva e forse meno allarmistica nei confronti dell’utenza lo ha fatto in momenti successivi, ma tutti osservando le prime e principali regole che ci erano state date, quelle della distanza interpersonale e dell’ dell’evitare contatti non necessari senza idonee protezioni. Protezioni che devo ammettere abbiamo ricevuto molto presto, sia con l’attivarsi da parte dell’interessata Amministrazione comunale, sia con forniture e donazioni da parte di privati cittadini, aziende ed Enti pubblici, Abbiamo ricevuto diverse tipologie di mascherine: chirurgiche, ffp2, ffp3, con visiera di protezione, artigianali, ma anche guanti, prodotti igienizzanti per la persona, per i locali, per i veicoli … Quindi, sì, posso permettermi di affermare che ci siamo sentiti adeguatamente protetti.

Il numero di infrazioni “normali” è calato o aumentato durante il periodo di quarantena?

Senza ombra di dubbio, le c.d. infrazioni “normali” sono crollate fin quasi a sparire, non fosse altro per la forte adesione e rispetto della quarantena da parte della pressoché totalità della popolazione. Almeno fino al 4 maggio. Dal 4 maggio, e ancor più dal 18 maggio, la circolazione delle persone si sta riavvicinando alla quasi normalità ( riferendosi al periodo ante-COVID-19).

Secondo voi sono stati più disciplinati e coscienti i giovani o gli anziani durante il periodo di quarantena, e perché?

Ritengo di poter affermare che entrambe le categorie hanno dato prova di senso civico e grande responsabilità. Tolto uno sparuto gruppo di anziani i quali si ritenvano immuni (a sostegno di questa assurda tesi, l’affermazione di essere reduci di “situazioni ben peggiori”) e un altrettanto risicato numero di giovani (vittime di una normale ingenuità adolescenziale che li ha spinti a ritenersi anche loro immuni), hanno avuto tutti molto rispetto per il prossimo.

Sono state destinate più risorse alla polizia durante quest’emergenza? Magari ipotizzando un aumento degli effettivi in forze al vostro comando?

Più effettivi no, non è stato possibile bypassare vincoli normativi legati al numero massimo di assunzioni nell’ambito della pubblica amministrazione, neppure concentrdosi alla sola Polizia Locale. Le risorse che ci sono state date sono state quelle economiche date dallo Stato ai Comuni per poter corpire le molte ore di lavoro straordinario necessario per il periodo emergenziale nel quale ci troviamo. Sono state poi stanziate risorse economiche per l’acquisto di dotazioni strumentali utili alla protezione personale durante lo svolgimento della nostra attività.

C’è un messaggio che vorrebbe rivolgere a tutti i nostri lettori anche circa il comportamento da tenere nei mesi che verranno?

Sperando di non cadere nel banale, desidero dare alcuni suggerimenti molto pratici, lasciando ad altri l’onere di trarne conclusioni più generali: sicuramente non è il momento di abbassare la guardia, la stagione estiva non deve farci distogliere l’attenzione dalla prevenzione in materia di igiene e salute; i comportamenti ed abitudini che abbiamo adottato in questo periodo saranno “accorgimenti” che dovremo fare nostri (massima attenzione alla pulizia, distanziamento interpersonale, modalità di fruizione delle attività economiche con file, prenotazioni ed altro ancora) e, perché no, mantenere viva l’attenzione che abbiamo avuto in questi mesi verso il prossimo, non solo per controllare se si comporta correttamente in merito alle normative, ma anche se necessita di un nostro aiuto.