Il 30 gennaio a Gussago appuntamento con la biologa del Plantoide: il primo robot al mondo che imita il comportamento del mondo vegetale.
La pianta a differenza di un animale non ha un centro di comando nel cervello ma un’intelligenza distribuita e si muove lentamente adattandosi alle condizioni del luogo in cui nasce: le radici, ad esempio, non hanno forme predeterminate ma si modificano in base a quello che incontrano sul loro percorso, così come, quando si taglia un prato, questo ricresce spontaneamente. Il merito della biologa (inserita tra l’altro nel 2015 da Robohub, la comunità scientifica internazionale degli esperti di robotica, tra le 25 donne più geniali del settore) è stato pensare alla robotica in maniera innovativa progettando una nuova generazione di robot che prendono esempio proprio vita vegetale: robot che percepiscono gli stimoli esterni, quali gravità, pressione, umidità, ostacoli e che reagiscano in tempo reale. Robot che mettono radici, create appositamente mediante stampanti 3D e che decidano in base alle informazioni registrate ed elaborate quanto devono crescere e in quale direzione. Automi reagenti dalle applicazioni infinite (spaziali, per superare ostacoli ad esempio impossibili prendendo ad esempio le piante rampicanti, medicali, agricole).
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