Giuseppe Boni, sopravvissuto al campo di concentramento fingendosi carpentiere

Giuseppe Boni, sopravvissuto al campo di concentramento fingendosi carpentiere

Giuseppe è stato prigionieri due anni in un campo di concentramento tedesco. In questa settimana della memoria i ricordi, lontani nel tempo, di Giuseppe Boni, padernese, riaffiorano con intensità nelle pagine del Giornale di Brescia.

«Sono ricordi spiacevoli», racconta il reduce, «per questo non ne ho mai parlato molto apertamente».

Ma la sua è una storia di sopravvivenza e di forza. «Ero argiglieri di base a Napoli quando, dopo l’armistizio del settembre 1943, vengo deportato in un campo di concentramento nei pressi di Berlino. Nel campo, una volta arrivati, ci hanno subito chiesto se ci fosse un carpentiere, e io ho alzato la mano. In realtà facevo il salumiere».

Questa, per Giusepppe, la bugia che gli salverà la vita. Bono, nonostante l’aiuto di un civile berlinese, che gli portava del cibo a colazione quando Giuseppe lo affiancava in alcuni lavori, perde ben 30 kg. 

«Il freddo e la mancanza di cibo ci stavano uccidendo. Non so quanto sarei potuto andare avanti ancora».

Poi la liberazione, e il viaggio di ritorno assieme al padernese Andrea Ussoli. I ricordi di quei giorni, nonostante gli anni trascorsi, nonostante le tante gioie della vita, rimangono vividi e taglienti.

[Fonte Giornale di Brescia]