Mario si avvicinò alla credenza della sala e, come ogni lunedì mattina, sollevò la gondola di plastica. L’aveva comprata a Venezia, durante l’unico viaggio fatto con l’Ersilia per festeggiare il loro venticinquesimo anno di matrimonio. Non che sua moglie fosse stata entusiasta della gita: «Te l’avevo detto io che, con tutta questa umidità, mi sarebbe peggiorata la sciatalgia, ma tanto a te che te ne importa? Tu stai bene sempre». In realtà a Mario stava molto a cuore il nervo sciatico dell’Ersilia, da cui dipendeva l’umore di tutte le sue giornate.
Comincia così Fuori fa bel tempo (Prospero editore, euro11), antologia di racconti ambientati in Franciacorta.
Immaginate un paese, uno qualunque dei nostri borghi, e pensate alle tante storie che vi si annidano, ai mille pettegolezzi che vengono quotidianamente raccontati. Pensate al mercato, al sagrato della chiesa, al camposanto, al bar del centro. Visualizzate il sindaco, il parroco, la vecchia maestra e il beccamorto.
La provincia si rivela nella sua più autentica essenza: uno straordinario microcosmo che l’occhio dell’autore studia sotto la sua lente di ingrandimento.
Adolescenti senza arte né parte, beghine ciarliere, notabili del bel tempo che fu, politici opportunisti e preti modaioli sono solo alcuni dei tipi cui viene tolta la maschera di caratterista, per svelare un’umanità spesso misera, a volte meschina, mai banale.
I racconti sono un rapido squarcio sulle loro vite, su ciò che mostrano al mondo e su ciò che realmente sono, perché, anche se fuori fa bel tempo, non sempre c’è bel tempo dentro.
L’autore accompagna i suoi personaggi solo per il breve arco di poche pagine, tuttavia non li abbandona del tutto, li fa riaffiorare come comparse in altre vicende; i racconti si legano così l’uno all’altro, in un gioco di continui rimandi che diventa una sfida lanciata al lettore.
L’ironia sottile, mai apertamente sfacciata, è il tratto più distintivo della raccolta, dove pizzichi di veleno condiscono quotidiane ipocrisie.
Un affresco della provincia di oggi, uno sguardo ironicamente indulgente sulle debolezze di noi tutti.
L’autore: Antonia Buizza vive a Passirano e insegna di lettere nella scuola media di Cazzago San Martino. Appassionata lettrice da quando ha memoria, si è accostata negli ultimi anni alla scrittura.
Alcuni suoi racconti sono apparsi sulla rivista letteraria Inkroci.
Fuori fa bel tempo è il suo primo libro.


