8 Marzo Festa della donna (e degli uomini)

8 Marzo Festa della donna (e degli uomini)
E’ oggettivamente sbadigliesca l’operazione volta a interrogarsi sul fatto se sia o meno positivo festeggiare la festa della donna. Questa discussione è perfino più retorica della festa stessa, dunque, dato che la festa, come il Natale e il Ferragosto c’è e fa parte del costume nazionale, sarebbe opportuno andare oltre. Dove? Ad esempio in un libro. Ecco, questa potrebbe essere una buona meta (per la propria metà).
Un libro che veda le donne protagoniste. Non necessariamente un libro sulle donne maltrattate o vilipese in qualsivoglia modo. Va benissimo anche un libro che celebri le donne nel modo migliore, ossia senza celebrarle. Perché sono gli uomini, di solito, che necessitano di altari (e purtroppo anche di altarini).
Appoggiarsi a parole di altri e di altre per contaminare la propria giornata con il silenzio assordante della letteratura la quale fa comprendere essenzialmente ciò che di più sublime può essere manifestato: ossia che le donne, al di là del proprio carattere, età, geolocalizzazione (oggi tanto in voga) e professione si ritrovano in quei dettagli, in quelle che per noi uomini sono inezie cui non dar peso ma che, in realtà, sono i mattoncini di una natura che solo l’arroganza virulenta e virile può pensare di riuscire a ingabbiare e decifrare appieno.
Ogni epoca ne ha avuti di questi capolavori su carta. Da “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, fino a “Il Catino di Zinco” di Margaret Mazzantini. Regalare un libro a una donna, dunque. Un libro sulle donne. Non tanto per le donne (forse più per gli uomini; cosa apprezzata dal genere femminile e poco compresa da quello maschile sempre spinto e sospinto da una vocazione inconsciamente didascalica). Un’operazione che implica prima di tutto il cercarlo, quel volume. Il conoscere dunque quel perimetro che non è soltanto composto di speculazioni commerciali. Sembra paradossale, ma la letteratura sa restituirci tramite le pagine create (spesso da donne) la realtà nel momento in cui va manifestata nella sua forma più palese, quale è la ricorrenza da calendario. Un modo, inoltre, per stare veramente con la donna, con le donne, a cui si tiene. Leggerne insieme una pagina. O meglio: farsela leggere. E riflettere perché per la donna a cui teniamo quella pagina è veramente così importante per lei. Uno spunto, per far sì che la festa della donna diventi anche la festa degli uomini i quali, mentre le festeggiano, mostrano una gratitudine che li fa star bene. Perché una festa autentica non lascia esterno nessuno.
Matteo Salvatti