Gussago in prima linea per la lotta al nuclare

Gussago in prima linea per la lotta al nuclare

Sono trenta, nella Provincia di Brescia, i comuni che aderiscono all’organizzazione internazionale «Sindaci per la pace»Mayors for peace»), fondata nel 1982 dal primo cittadino di Hiroshima,Takeshi Araki, e che coinvolge più di 4000 città in 144 paesi del mondo. Il programma dell’organizzazione, che dal 1990 è riconosciuta dall’ONU, prevede la cooperazione internazionale tra tutte le città aderenti “per promuovere l’abolizione delle armi nucleari, la difesa dei diritti umani, l’assistenza ai rifugiati e la lotta alla povertà (maggior informazioni sul sito www.senzatomica.it). Brescia e Caino hanno portato a 501 il numero delle cittadine italiane presenti nell’accordo. Nel 2017 sono stati 122 i Paesi dell’Onu che hanno firmato il Trattato per il Disarmo Nucleare: tra questi non compare l’Italia. I trenta comuni Bresciani porteranno nei loro Consigli Comunali una delibera per richiedere al Governo Italiano di sottoscrivere tale Trattato, e mettersi quindi in prima linea nella lotta agli armamenti.

Il 2 febbraio Palazzo Loggia, dopo una conferenza stampa con i media territoriali,  la Presidente del Consiglio Comunale di Brescia, Laura Parenza, ha ospitato un incontro con Daniel Högsta, coordinatore di Ican (International campain to abolish nuclear weapon), Francesco Vignarca (Rete italiana per il disarmo) e Lisa Pelletti Clark (di “Sindaci per la pace”), per illustrare le attività della campagna “Italia Ripensaci!”. In sala una trentina di sindaci e amministratori comunali, fra i quali una decina di paesi (come Botticino, Marcheno, Concesio, Manerba, Calvisano) che non fanno parte dell’organizzazione, ma sono interessati ad entrare.

Daniel Högsta, in quanto coordinatore del network internazionale, ha ricevuto l’8 ottobre dell’anno scorso la comunicazione che al progetto ICAN era stato assegnato il Nobel per la pace. Un riconoscimento straordinario, in particolare per l’impegno profuso a favore del trattato che intende proibire le armi nucleari. Ma perché questa iniziativa tocca così a fondo il territorio da Brescia? L’ha spiegato il sindaco di Collebeato, Antonio Trebeschi: “ Innanzitutto, il nostro territorio è interessato direttamente alla questione con le venti testate nucleari ospitate all’aerobase NATO di Ghedi. In secondo luogo alcuni paesi bresciani e diverse associazioni da anni promuovono iniziative sul tema della pace e della convivenza”. Aggiunge Lisa Pelletti Clark: “Le comunità devono far sentire la loro voce attraverso i sindaci, tessendo relazioni fra i popoli. I sindaci sanno come si dialoga, senza voler distruggere gli avversari. Da qui l’invito di Vignarca per la presentazione e il voto nei Consigli comunali di una mozione che inviti l’Italia a firmare il trattato.”

Complice la vicinanza dei comuni bresciani al tema, è pioggia di dichiarazioni positive da parte dei sindaci coinvolti: Giovanni Coccoli, sindaco di Gussago, «fra i primi in Italia e primi nel Bresciano, abbiamo già approvato il documento. E ne siamo orgogliosi»; Antonio Bazzani, Bovezzo, «sicuramente aderiremo alla campagna #ItaliaRipensaci, perché corrisponde alla sensibilità della mia comunità, solidale e pacifica»; Giuseppe Lama, Borgo San Giacomo, «nel prossimo Consiglio comunale, il 7 marzo, porterò senz’altro la mozione». La speranza di tutti, soprattutto in questi tempi veramente sensibili sul panorama internazionale, è che il messaggio di pace dilaghi sempre di più partendo proprio dalle realtà locali.